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Fattoria di Lamole


La famiglia Socci è legata a Lamole fin dal 1071; si deve però a Giovanni Socci, notaio, l'ampliamento della proprietà famigliare fino alle attuali dimensioni della Fattoria.
Suo figlio Carlo, poi, si dedicherà alla ricostruzione dei vigneti distrutti dalla fillossera e diventerà, nel 1924, uno dei fondatori del Consorzio del Chianti Classico.
Dal 2003 la Fattoria, premiata nel 1956 come prima fra le grandi aziende specializzate della Toscana, è di proprietà di Paolo Socci; quest'ultimo ha avviato un complesso piano di recupero dei vigneti storici, in aree precedentemente abbandonate perché di difficile meccanizzazione, e dei fabbricati più antichi della proprietà.
Iniziato nel 2003, il restauro dei terrazzamenti ed il successivo impianto di nuovi vigneti, segue un progetto di avanguardia che mira ad una viticoltura meccanizzata nel pieno rispetto degli elementi tipici del paesaggio che, restaurati e valorizzati, diventano parte integrante dell’impianto.
A Lamole, il fascino dei colori, dal viola pallido dei giaggioli di inizio maggio, al giallo delle ginestre di fine primavera, passando per il verde brillante delle viti, fino all’argento degli olivi, si fa sinfonia cromatica e culla la viticoltura chiantigiana.
Lamole d'altronde, da secoli, è sinonimo di vino pregiato, ricco di seducenti profumi, e quello della Fattoria di Lamole non fa certo eccezione.
Dal Chianti Classico Riserva, all'""Antico Lamole""- frutto del recupero delle terrazze ottocentesche che, restaurate, accolgono nuovamente il sangioveto di Lamole, vinificato secondo l’antico sapere - , passando per il bianco ""Croce di Bracciano"", tutti i vini della Fattoria di Lamole regalano un sorso capace di appagare i sensi, un sorso quasi evocativo, in grado di riportare alla mente il paesaggio, le tradizioni, la storia e la cultura della splendida terra natia; quella stessa terra a cui la famiglia Socci si è dedicata con devozione per secoli, con rispetto, ammirazione e, soprattutto, una mai doma riconoscenza.