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Château Mangot


La storia di Château Mangot ha inizio ben 5 secoli fa; saranno però Simone e Jean Petit, a partire dal 1954, a dare nuovo corso alla tenuta.
I due, con tanto lavoro e una forte ambizione, sono riusciti a portare a 34 gli ettari vitati e ad unire a Château Mangot anche la tenuta di Château La Brande, posta all’interno della AOC Castillon Côtes de Bordeaux.
Nel 1989, poi, Anne-Marie, figlia di Simone e Jean Petit, e suo marito Jean-Guy Todeschini, consapevoli del grande potenziale di Château Mangot, hanno deciso di impegnarsi in prima persona nella sua valorizzazione; è, inoltre, negli stessi anni che le vigne di Château Mangot ottengono la AOC Saint-Émilion Grand Cru.
In seguito, nel 2008, fanno il loro ingresso, nella gestione della tenuta, anche Karl e Yann, figli di Anne-Marie e Jean-Guy.
Karl, dopo aver studiato Viticoltura ed Enologia ha lavorato a Château Clarke, Château Beausejour Bécot e Château Ausone; successivamente, si è prima trasferito in California e poi, nel 2006, si è formato, per due anni e mezzo, in Italia, prima di tornare, nel 2008, a Mangot.
Lo affianca, dallo stesso anno, anche suo fratello minore, Yann, laureato in Agraria.
I due hanno portato, all’interno della Tenuta, una sferzata di energia e un nuovo dinamismo; la viticoltura è sostenibile, in vigna non si usano prodotti di sintesi, tutto è volto a ridurre l’impatto sull’ambiente e alla certificazione biologica si sono aggiunte, negli anni, anche le pratiche biodinamiche.
Tra i vini dei famiglia Todeschini troviamo il Castillon Côtes de Bordeaux AOC prodotto nella Tenuta di Château La Brande, il Saint-Émilion Grand Cru AOC, il Saint-Émilion - Sans soufre "L'autre Mangot" - risultato di anni e anni di ricerca e senza zolfo -, e la serie “Distique” - che richiama nel nome non solo la dualità fraterna di Karl e Yann Todeschini, ma si arricchisce anche di un approccio atipico, che coinvolge i vitigni, la vinificazione e l'affinamento -.