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Castello di Bolgheri


È al XVI secolo che risalgono le origini del Castello di Bolgheri, per l’appunto sin dal 1500 appartenente alla famiglia dei Conti della Gherardesca. Nel corso di ristrutturazioni, rifacimenti, restauri e ampliamenti, è nel 1700 che vengono costruite le cantine di vinificazione, le quali insieme a tutto il Castello e con anche tutti gli appezzamenti, saranno trasferite per successione ereditaria alla famiglia dei Conti Zileri Dal Verme. Con un’estensione di ben 130 ettari, di cui circa cinquanta attualmente interessati a vigneto, la tenuta arriva a lambire il famoso viale dei cipressi, tanto rinomato grazie ai celebri versi della poesia di Giosuè Carducci.
Tra i filari, a un’altitudine di settanta metri sul livello del mare, e su terreni ricchi di sabbia, calcare, argilla e scheletro sassoso, si incontrano tutte le principali varietà vitate previste dal disciplinare della Bolgheri DOC, quali merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon, petit verdot e syrah. Con esposizione sud-ovest e in un microclima mitigato dalle fresche brezze marine del Tirreno, sono allevate piante di vite da cui si raccolgono uve pregiate e schiette, di assoluto livello qualitativo. Grappoli che arrivano in cantina per essere lavorati nel pieno rispetto delle più antiche tradizioni, esaltandone ogni più piccola peculiarità del varietale e ogni minima sfumatura regalata dalla composizione dei suoli e dalle caratteristiche del clima.
Ecco allora il “Castello di Bolgheri” e il “Varvàra”, entrambi tagli di matrice bordolese, composti da una base di uve cabernet sauvignon, a cui si vanno ad aggiungere merlot e cabernet franc. Vini, quelli prodotti dal Castello di Bolgheri, speziati e fruttati allo stesso tempo, poi coinvolgenti, rotondi e setosi, strutturati e materici, e infine sempre puntualmente contraddistinti da una nota di estrema eleganza e di grande finezza. Etichette che portano la firma agronomica di Federico Zileri Dal Verme e quella enologica di Alessandro Dondi, ma soprattutto bottiglie che racchiudono tutta la migliore e più profonda essenza delle terre bolgheresi.