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Canalicchio di Sopra


"Una superficie complessiva che arriva a coprire circa sessanta ettari, di cui più o meno 19 impiantati a vigneto e situati sul versante nord-est della collina di Montalcino, appartenenti a un contesto non solo ricco di biodiversità e contraddistinto da una bellezza paesaggistica che non trova eguali, ma capaci di regalare vini semplicemente unici.
È questo il punto di partenza da cui ha preso le mosse la cantina Canalicchio di Sopra, realtà vitivinicola che nell’ultimo mezzo secolo di storia, con la sua crescita e la sua affermazione a livello mondiale, riassume quelle che sono state le principali tappe percorse dalla vitivinicoltura ilcinese.
Si inizia allora con il 1966, anno della produzione della prima annata di Brunello targato “Canalicchio di Sopra”, per poi passare al 1967, anno in cui la stessa azienda risulta far parte dell’elenco comprendente le 12 cantine che unendosi insieme fondarono il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.
La storia oggi prosegue, e dal 1962, anno in cui l’azienda è stata fondata da Primo Pacenti, siamo oggi alla terza generazione “reggente”, con i nipoti dello stesso Primo Pacenti, Francesco, Marco e Simonetta, che tra tradizione e innovazione reggono ben salde le redini dell’impresa, proseguendo sulla stessa strada delle origini con la stessa caparbietà, con lo stesso amore e con lo stesso rispetto per il territorio che sin dal principio hanno contraddistinto l’azienda.
In vigna, il sangiovese regna incontrastato senza avere rivali, con la certezza che ogni più piccola sfumatura organolettica viene esaltata e valorizzata esaltando di conseguenza anche i tratti salienti della stagione e del territorio. Dai cru “Canalicchio” e “Montosoli” e anche da tutti gli altri appezzamenti, ecco allora che prendono forma bottiglie eleganti e potenti, minerali e sapide, fresche e pure nel frutto. Dal Rosso di Montalcino al Brunello, fino ad arrivare al Brunello Riserva, sono tutti vini, quelli targati “Canalicchio di sopra”, che raccontano come meglio non si potrebbe l’essenza delle terre ilcinesi.
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