I migliori vini rossi spagnoli premiati sotto i 25€

Di Redazione

Per anni "vino rosso spagnolo" ha voluto dire una cosa sola: Rioja, lunghe soste in barrique, sentori di cuoio e vaniglia. Oggi una nuova generazione di vignaioli sta riscrivendo le regole, riportando in vita vitigni autoctoni dimenticati e uno stile più fresco e diretto. La cosa migliore? I prezzi non sono ancora saliti. Abbiamo scelto due rossi premiati da Robert Parker con punteggi altissimi, entrambi sotto i 16 euro.

La nuova onda del rosso spagnolo

Il classico rosso spagnolo, il Rioja da lungo affinamento, non è scomparso: semplicemente non è più l'unica strada. Una generazione di giovani vignaioli ha spostato l'attenzione dalla cantina alla vigna, puntando su vitigni locali che pochi consideravano nobili. E su lavorazioni meno invasive: lieviti indigeni, fermentazioni a grappolo intero, affinamenti brevi in legno usato.

Il risultato sono rossi più freschi e vibranti, che raccontano il vitigno e il terroir invece di coprirli con il legno nuovo. E poiché arrivano da denominazioni ancora poco note, il rapporto qualità-prezzo è tra i più interessanti in circolazione. Le due bottiglie che seguono lo dimostrano: punteggi da grande vino, prezzi da vino quotidiano.

Cutio Garnacha 2024, la sorpresa aragonese

Firmato da Jorge Navascués, enologo di riferimento in Aragona con un passato anche alla prestigiosa Contino, il Cutio è una Garnacha da vecchie vigne coltivate in alta quota nella DO Cariñena. Uno stile che punta tutto sulla purezza del frutto: ciliegia nera, lampone, un tocco floreale e speziato, con una beva scorrevole che invita al secondo bicchiere. Robert Parker lo ha premiato con oltre 92 punti, per un vino che in scaffale ne costa 11.

Cariñena Garnacha Cutio 2024 di Familia Navascués, vino rosso spagnolo

92+ punti Parker · 11 €

Cariñena Garnacha DO "Cutio" 2024 - Familia Navascués

Garnacha · Aragona · fresco e fruttato

Frutto puro di ciliegia nera e lampone, cenni floreali e una beva agile. La prova che un grande rapporto qualità-prezzo, in Spagna, oggi passa dai vitigni autoctoni di zone ancora poco battute.

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Ponce "PF" 2024, il capolavoro del Bobal

Juan Antonio Ponce è considerato il mago del Bobal, un vitigno che quasi nessuno prendeva sul serio prima di lui. Il suo "PF" sta per Pie Franco: nasce da viti a piede franco, cioè non innestate, di oltre novant'anni, coltivate biologicamente a 900 metri nella DO Manchuela. Fermentazione spontanea a grappolo intero, dieci mesi in vecchie botti di rovere francese, nessuna filtrazione.

Il millesimo 2024 ha incassato 96 punti da Robert Parker. Un profilo più austero e profondo del solito: frutti di bosco maturi, ginepro, erbe di macchia e una trama tannica finissima, con la freschezza tipica della quota. È il tipo di vino che a occhi chiusi si scambierebbe per qualcosa che costa il triplo.

Manchuela Bobal PF 2024 di Bodegas Ponce, vino rosso spagnolo pie franco

96 punti Parker · 15,80 €

Manchuela Vino Tinto "PF" 2024 - Bodegas y Viñedos Ponce

Bobal pie franco · Manchuela · profondo e agile

Bobal da viti ultranovantenni non innestate, a 900 metri. Frutti di bosco, ginepro, erbe di macchia e tannino finissimo. Un rosso che sfida ogni pregiudizio sul suo vitigno, a un prezzo quasi incredibile per i suoi 96 punti Parker.

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Perché costano così poco (per ora)

La risposta non è nella qualità, ma nella geografia e nel tempo. Cariñena e Manchuela non hanno il nome altisonante di Rioja o Ribera del Duero, e questo tiene bassi i prezzi delle uve e delle terre. Chi compra oggi paga il vino, non la reputazione della denominazione. È la stessa dinamica che ha reso convenienti, anni fa, zone oggi carissime: prima o poi il mercato se ne accorge, e i prezzi si adeguano.

Per questo due bottiglie così, con punteggi da 90 e passa punti Parker sotto i 16 euro, sono più di un buon affare del momento. Sono una fotografia della Spagna del vino proprio mentre cambia pelle. Vale la pena assaggiarla adesso.

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