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PIEMONTE

Nelle Langhe le estati hanno temperature e piogge sorprendentemente simili a quelle di Bordeaux, eppure il Piemonte non ha mai ceduto ai vitigni francesi: ha preferito coltivare i suoi, e ne ha fatti alcuni tra i più grandi rossi del mondo. Qui il Nebbiolo regna sulle colline migliori esposte a mezzogiorno, la Barbera occupa il resto, il Dolcetto matura per primo. Tenere a mente questa gerarchia è il modo più rapido per leggere una regione complessa. Qui trovi la mappa per orientarti tra i suoi grandi rossi, i bianchi e le bollicine dolci.

Il Nebbiolo: Barolo, Barbaresco e i fratelli minori

Esistono ventuno denominazioni piemontesi a base Nebbiolo, ma solo Barolo e Barbaresco ne producono quantità rilevanti. Sono le due espressioni più alte del vitigno: austere, profumate di rosa, catrame e ciliegia, capaci di invecchiare per decenni grazie a un tannino e a un'acidità che pochi rossi italiani eguagliano. Il Barolo è il più potente e longevo, il Barbaresco di solito un poco più sottile ed elegante. Per il vino simbolo del Piemonte c'è la selezione di Barolo, mentre per la sua controparte più immediata vale la pena guardare al Barbaresco.

La Barbera e i rossi piemontesi di tutti i giorni

A lungo chiamata il vino del popolo, la Barbera ha vissuto una trasformazione negli anni Ottanta, quando alcuni produttori, con l'uso del legno nuovo e rese più basse, le hanno restituito dignità di grande rosso, in un percorso parallelo a quello dei Supertuscan. Nasce così una doppia anima: la Barbera giovane e succosa di tutti i giorni e quella strutturata da invecchiamento. Curiosamente, un tempo veniva usata anche per correggere il colore del Nebbiolo. Per esplorarla in tutte le sue forme il riferimento è la selezione di Barbera.

Bianchi, bollicine e come spendere in Piemonte

Sul fronte bianco il Gavi, da uva Cortese, è il riferimento secco e minerale, mentre il Moscato d'Asti porta la dolcezza profumata e a bassa gradazione delle colline dell'Asti. Le fasce di prezzo sono ampie: un Dolcetto o un Gavi d'annata partono attorno ai 10-15 euro, una Barbera di carattere sta sui 15-25 euro, mentre il Barolo parte da circa 30-35 euro e sale ben oltre i 100 per i cru e le riserve. La regola pratica: il Barolo va aperto con largo anticipo e accompagna brasati, tartufo e formaggi stagionati; il Moscato chiude il pasto con i dolci. Per un brindisi dolce c'è il Moscato d'Asti, mentre per un bianco da pesce il Gavi.

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