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MALVASIA

La Malvasia non è un vitigno: è una famiglia di almeno venti varietà spesso non imparentate tra loro, accomunate dal nome e da poco altro. In Italia il censimento vitivinicolo del 2010 ne ha distinte diciassette tra bianche, rosse e rosate. Il nome deriva da Monemvasia, porto greco del Peloponneso che nel Medioevo era il principale scalo commerciale per i vini dolci del Mediterraneo orientale: i mercanti veneziani lo corruppero in "malvasia", e le enoteche di Venezia presero quel nome. Cosa accomuna oggi questi vini? Quasi niente di botanico — ma tanto di carattere.

La distinzione che conta: aromatica contro non aromatica

La differenza più importante tra le Malvasie italiane non è geografica ma sensoriale. La Malvasia Bianca di Candia — la più piantata in assoluto, con quasi 7.000 ettari concentrati nel Lazio e nell'Italia centrale — è una varietà relativamente neutra, usata spesso in blend per aggiungere morbidezza. La Malvasia di Candia Aromatico è invece una varietà distinta, molto più profumata, diffusa in Emilia e usata per le Malvasie frizzanti piacentine. La Malvasia Istriana, coltivata nel Collio e in Friuli, è l'opposto di entrambe: non aromatica, con buona acidità, in grado di produrre bianchi di grande finezza e complessità, soprattutto nelle versioni con affinamento. Chi si aspetta una Malvasia floreale e morbida e apre una Istriana resta spesso sorpreso dalla tensione del vino. È una sorpresa positiva, ma bisogna sapere cosa si sta aprendo.

Dolce, secco, macerato: come orientarsi nella selezione

Le Malvasie dolci più note sono quelle delle Lipari e di Pantelleria, passiti intensi e aromatici da uve appassite al sole. La Malvasia delle Lipari è tra i più antichi e riconoscibili dolci italiani: ambrata, con note di albicocca secca e miele, da servire fresca su dessert a base di mandorla o su formaggi erborinati. Le versioni secche dell'Emilia — frizzanti, leggermente aromatiche, con buona sapidità — sono il contrario: vini da pasto quotidiano, da abbinare a salumi e primi piatti. La Malvasia Istriana macerata sulle bucce, infine, rientra nel mondo degli orange wine: colore ramato, struttura tannica, profilo ossidativo controllato — stile sempre più cercato e prodotto soprattutto nel Collio e nella vicina Slovenia. Tre vini con lo stesso nome, tre esperienze completamente diverse.

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