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Scagliola


"Lo scenario è quello delle terre del comune di Canelli, per cui ci troviamo in Piemonte, in provincia di Asti, nel cuore del Monferrato.
Fondata da Camillo Scagliola, l’odierna azienda vitivinicola “Scagliola Giacomo” ha preso vita dopo che l’ultimo degli eredi della famiglia, per l’appunto Giacomo Scagliola, si è unito in matrimonio con Gioconda Boeri, anch’ella proveniente da una famiglia di vitivinicoltori. Proprio dopo le nozze, nel 1951, i due coniugi decisero di lasciare le rispettive aziende familiari per trasferirsi sulla collina di Santa Libera di Canelli, nella Cascina La Faia, dove iniziarono a essere reimpiantati i vigneti e dove iniziò a essere costruita la nuova cantina.
Agli inizi degli anni ’60 del secolo scorso le prime damigiane cominciarono a uscire dalla nuova cantina, seguite poco dopo anche dalle prime bottiglie sin dagli esordi commercializzate sotto il brand “Scagliola Giacomo”. Questo è stato l’inizio di una realtà che tutt’ora, nonostante gli sviluppi, gli ampliamenti e le modernizzazioni, mantiene ben salde le basi originarie, perseguendo incondizionatamente i valori dell’amore per la terra e della passione per il lavoro.
Nel vigneto, su una superficie che complessivamente arriva a coprire 15 ettari, è massimo il rispetto per l’ambiente, per la natura, per la biodiversità e per l’ecosistema, cosicché le uve che si arrivano a vendemmiare, annata dopo annata, risultano puntualmente ricche, concentrate e pregiate in ogni sfumatura organolettica.
In cantina, mettendo davanti a tutto quelle che sono le peculiarità della materia prima, e seguendo puntigliosamente ogni passaggio produttivo, i grappoli sono lavorati cercando sempre di esaltare tutto quanto la stagione e il territorio hanno saputo esprimere nelle uve, nell’ottica di raggiungere sempre i più alti livelli qualitativi possibili.
Con la quinta generazione familiare attualmente attiva in azienda, è così che nascono oggi le etichette targate “Scagliola Giacomo”. Dal “Vecchio Biancospino” al Cortese, dalla Barbera d’Asti al Dolcetto, dal Rosso del Monferrato al Moscato d’Asti, fino ad arrivare alle bollicine Metodo Classico, sono tutte bottiglie, quelle che escono dalla cantina di Canelli, che ci raccontano la più bella enologia delle terre del Piemonte, parlando allo stesso tempo la lingua dei più alti standard qualitativi.
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