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Dow's


Da oltre due secoli il nome Dow è associato alla produzione del miglior Porto proveniente dai vigneti della valle alta del Douro.
La storia ha avuto inizio sul finire del XVIII secolo, nel 1798 per l’esattezza, quando Bruno da Silva emigrò a Londra per avviare l’attività di importazione nel Regno Unito dei vini del suo paese natale, il Portogallo. Dopo essersi sposato con una donna inglese, la sua compagnia fu per molto tempo l’unica ad avere il permesso di trasportare il prezioso carico di Porto nella pericolosa Baia di Biscaglia, sotto protezione armata. Con l’ampliamento degli affari, fu stabilita una società con Dow&Co., Cosens e la famiglia Warre, tra i cui partner era annoverato Andrew Symington: nacque in questa maniera il brand Dow’s. L’alleanza tra produttori di Porto nella valle del Douro e uomini d’affari in territorio londinese durò fino al 1961, quando i Symington divennero i soli ed esclusivi proprietari di Dow’s. Bomfim, Senhora da Ribeira, Cerdeira e Santinho sono i nomi dei vigneti che oggi fanno capo all’azienda Dow’s, da cui sono ricavati vini semplicemente eccellenti, seguendo le più antiche e tradizionali tecniche produttive. La pressatura delle uve viene eseguita nei tradizionali “lagares”, vasche di cemento larghe e poco profonde, dove i grappoli vengono pigiati con i piedi. Tuttavia questo processo tradizionale, oltre a richiedere molta manodopera, rende difficile controllare le temperature, per cui recentemente sono stati introdotti dei “lagares meccanici”, costituiti da serbatoi di acciaio inossidabile all’interno dei quali dei pistoni riproducono il movimento del piede umano.
Dopo una fase di sperimentazione iniziata addirittura nel 1998, si è arrivati oggi a raggiungere livelli qualitativi addirittura superiori a quelli espressi con i lagares tradizionali. Alla fermentazione, che è svolta solitamente nell’arco di due o tre giorni, segue la fortificazione, la quale prevede l’aggiunta di alcol al mosto, così da rendere lo stesso non più fermentescibile. Così facendo una parte di zuccheri non vengono svolti in alcol, e rimangono residui nel vino. Da ultimo si ha l’invecchiamento, che può protrarsi anche per decenni, secondo la tipologia di Porto che si vuole produrre. Nascono così i Porto targati “Dow’s”: che siano Ruby, Vintage, Tawny, Late-Bottled, Colheita o White, comunque Porto tra i migliori in assoluto.