Ma i vini bianchi possono invecchiare? Sfatiamo il mito

Di Redazione

Tra i luoghi comuni sul vino, uno dei più diffusi riguarda i bianchi e l'invecchiamento. Si pensa che vadano bevuti giovani e freschi, e non è del tutto sbagliato: molti bianchi danno il meglio nel primo anno o due.

Ma pensare che nessun vino bianco possa invecchiare è un falso mito. Grazie a caratteristiche dell'uva e a precise scelte in cantina, alcuni bianchi reggono benissimo gli anni, e con il tempo sviluppano profumi complessi che da giovani non avevano. Vediamo quali sono e come riconoscerli.

Perché alcuni vini bianchi possono invecchiare?

Alla base della longevità di un bianco ci sono pochi elementi, che devono essere presenti ed equilibrati: acidità, struttura e alcol, a cui si aggiungono gli zuccheri nei vini dolci come Sauternes e Tokaji.

La chiave è l'acidità. Oltre a dare freschezza, protegge il vino: un ambiente acido ostacola lo sviluppo dei microrganismi responsabili delle alterazioni e rallenta l'evoluzione. Non a caso i bianchi più longevi nascono quasi tutti da uve di clima fresco o da vigneti in quota.

La struttura conta quanto l'acidità. Nei bianchi i tannini sono di solito molto bassi, ma diventano importanti in due casi: nei vini macerati sulle bucce, come gli orange wine, e in quelli affinati in legno, che cede anche lui un po' di tannino. Il riposo sui lieviti e un buon estratto fanno il resto, dando corpo al vino.

Anche l'alcol aiuta la conservazione, soprattutto se ben bilanciato da freschezza e acidità. Da solo, però, non basta: un bianco caldo e poco acido tende a stancarsi presto.

Quali sono i migliori vini bianchi da invecchiamento?

Alcune tipologie reggono gli anni meglio di altre. Tra i dolci, Sauternes e Tokaji sono famosi per durare decenni grazie allo zucchero, che fa da conservante naturale. Tra i secchi, i riferimenti classici sono il Riesling, lo Chardonnay di Borgogna, lo Chablis e, in Italia, il Verdicchio. Per un elenco più ampio c'è la nostra guida ai vini bianchi strutturati, vitigno per vitigno.

Riesling. Originario della valle del Reno, dà i suoi vini più celebri in Mosella e in Alsazia. Grazie alla sua acidità vivace può restare in cantina per decenni, sviluppando note di idrocarburi, miele e frutta candita. Nelle versioni dolci, come Auslese e Trockenbeerenauslese, può durare ancora più a lungo.

Chardonnay. Il vitigno dà per natura vini di buona acidità e ottima struttura, e si presta bene all'affinamento in legno, come avviene nei grandi bianchi della Côte de Beaune. Con gli anni sviluppa burro, nocciola e pane tostato.

Chablis. A nord della Borgogna, lo Chardonnay dà vini più tesi e minerali, vinificati in gran parte senza legno nuovo. Proprio la loro acidità li rende longevi: i Premier e i Grand Cru possono evolvere per dieci anni e oltre.

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49,90 € · Premier Cru

Paglierino brillante, fiori, mela golden e pesca bianca. Oggi è teso e luminoso; tra qualche anno la sua acidità lascerà spazio a note più ampie e minerali. Un Premier Cru da mettere in cantina.

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Verdicchio. In Italia, il Verdicchio dei Castelli di Jesi è tra i bianchi con il miglior potenziale di invecchiamento, grazie a una bella struttura, un'acidità evidente e un grado alcolico sostenuto. Le Riserve danno il meglio dopo qualche anno di bottiglia.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva DOCG Crisio 2021 CasalFarneto

Verdicchio · già evoluto

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva DOCG "Crisio" 2021 - CasalFarneto

19,00 € · Riserva, annata 2021

Paglierino con riflessi verdolini, fiori bianchi e frutta a polpa bianca, naso ancora fresco dopo cinque anni. La prova, a meno di 20 euro, che un bianco italiano può invecchiare bene.

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Come conservare correttamente i vini bianchi per l’invecchiamento

Anche il bianco più longevo invecchia bene solo se conservato con qualche attenzione, semplice ma fondamentale.

Temperatura: la cantina dovrebbe restare costante intorno ai 12 °C e non superare mai i 18 °C. Più degli sbalzi assoluti, conta la stabilità.

Umidità: meglio tra il 50 e il 70%, più vicino al valore alto, per evitare che il sughero si secchi.

Posizione della bottiglia: con il tappo di sughero va tenuta coricata, così che il vino mantenga il tappo umido ed elastico. Con il tappo a vite la posizione non conta.

Luce: i bianchi sono particolarmente sensibili alla luce, che può dare difetti di gusto in poco tempo. Meglio una cantina buia o un armadio chiuso.

Tappo: per i bianchi da invecchiamento va bene un sughero di alta qualità o un tappo tecnico. Il tappo a vite, molto diffuso in Austria, Australia e Nuova Zelanda, protegge bene la freschezza e sta guadagnando spazio anche tra i bianchi di pregio.

Il dettaglio da sapere

Il modo migliore per capire come invecchia un bianco? Compra più bottiglie dello stesso vino e aprile a distanza di un anno o due. Vedrai il colore scurirsi verso il dorato, i profumi di frutta fresca lasciare spazio a miele, frutta secca e note tostate, e il sorso farsi più ampio e rotondo.

Come capire se un vino bianco è adatto all’invecchiamento

Quali sono allora i segnali da cercare? Prima di tutto acidità, struttura, alcol ed eventuali zuccheri residui: puoi trovarli in etichetta o, quando c'è, nella scheda tecnica del produttore.

Contano anche il metodo di vinificazione, con l'eventuale macerazione sulle bucce, e il passaggio in legno. E la denominazione: diciture come Riserva, Premier Cru o Grand Cru indicano spesso vini pensati per durare. In caso di dubbio, parti dalla nostra selezione di vini bianchi da invecchiamento, già scelti per questo.

L'invito, soprattutto per chi finora non ci credeva, è provare: scegli un paio di etichette adatte, mettile in cantina seguendo queste indicazioni e lasciati sorprendere dal tempo.

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Vini bianchi da invecchiamento

Riesling, Chablis, Borgogna, Verdicchio e non solo: la nostra selezione di bianchi da mettere in cantina.

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