Che vini bere a Pasqua? La guida completa
Il pranzo di Pasqua è il pranzo dell'anno. Quello in cui si cucina davvero, dove l'antipasto dura un'ora e il secondo arriva quando fuori è già sera. Scegliere un solo vino è una scommessa che di solito si perde: meglio ragionare portata per portata, o almeno avere un'idea chiara di dove si vuole arrivare.
Questa guida non ha la pretesa di essere esaustiva. Ha la pretesa di essere utile: scegli la portata che ti interessa, leggi la logica, prendi il vino.
Gli antipasti: apertura senza impegno
A Pasqua gli antipasti sono lunghi, abbondanti e spesso confusi: salumi, formaggi, uova, torte salate rustiche, bruschette. Non è il momento per un vino impegnativo — quello arriverà dopo. Il registro giusto è l'apertura: bollicine o un bianco secco e fragrante che non copra niente e tenga il palato fresco.
Spumante · Franciacorta DOCG
Franciacorta Brut DOCG — Contadi Castaldi
€38,00
Metodo Classico da Chardonnay e Pinot Nero in Franciacorta. Bollicine fini, naso di pesca bianca e lievito fresco, bocca vivace. Il benchmark del Franciacorta entry-level — parte bene, accompagna tutto, non stanca.
L'agnello: il protagonista del pranzo
L'abbacchio romano, il cosciotto al forno, le costolette alla brace: a Pasqua l'agnello occupa il centro della tavola. È una carne dal sapore caratteristico, spesso aromatizzata con rosmarino, aglio, limone, è importante abbinarci un vino che regga il confronto senza sovrastare.
Il principio chiave è l'acidità: un rosso con buona spina acida — e quindi il Sangiovese è il candidato naturale — pulisce il palato dopo ogni boccone e rende il pasto bevibile dall'inizio alla fine.
Rosso · Chianti Classico DOCG — Toscana
Chianti Classico DOCG "Contessa di Radda" 2024 — Geografico
€13,00 · Sangiovese in purezza da Radda in Chianti
Ciliegia, erbe di macchia, tannino vivace ma educato. Perfetto sull'agnello al forno — non prevarica, accompagna. L'acidità naturale del Sangiovese lavora sul grasso della carne e pulisce il palato boccone dopo boccone.
Vedi su Tannico →Lo sapevi?
Il Sangiovese — l'uva del Chianti Classico, del Brunello, del Morellino — ha un'acidità naturalmente alta. Questo non è un difetto: l'acidità è quella proprietà che "pulisce" il palato dopo un boccone di carne grassa, e rende il vino capace di accompagnare un intero pasto senza stancare.
Se cerchi qualcosa di più strutturato — agnello brasato, cottura lunga, salsa ridotta — il Bolgheri sale di livello senza uscire dalla fascia accessibile:
Rosso · Bolgheri DOC — Toscana
Bolgheri Rosso DOC "Il Bruciato" 2024 — Antinori
€22,00
Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah da Tenuta Guado al Tasso. Frutto concentrato, spezie morbide, finale lungo. Il vino da portare a casa d'altri quando vuoi fare bella figura senza spendere troppo. Funziona anche sull'agnello più strutturato.
Vedi su Tannico →Cosa portare a casa d'altri
Se non sei tu a ospitare, la domanda è sempre la stessa: cosa porto? Le regole non scritte del regalo di Pasqua si possono riassumere così: deve essere riconoscibile, deve sembrare un pensiero serio, deve costare tra i 25 e i 45€ senza sembrare né troppo né troppo poco.
Rosso · Amarone della Valpolicella DOCG
Amarone della Valpolicella Classico DOCG "Costasera" 2020 — Masi
€39,90 · Il regalo che non si dimentica
Corvina, Rondinella, Molinara appassite secondo la tecnica della rifermentazione. Prugna secca, cioccolato, spezie orientali — 15% alcol e corpo pieno. Se lo porti a casa d'altri, la bottiglia resta sul tavolo tutta la sera.
Vedi su Tannico →Alternativa più versatile e con ottimo track record commerciale: il Barbaresco Vite Colte. tra i nostri top seller. Nebbiolo di Langa, tannini ancora vivaci, naso di rosa e tabacco che convince anche chi non è appassionato — a 25€.
Rosso · Barbaresco DOCG — Piemonte
Barbaresco DOCG "La Casa in Collina" 2021 — Vite Colte
€25,00
Nebbiolo da Barbaresco. Rosa appassita, spezie, piccoli frutti rossi. Tannino setoso per un Barbaresco entry-level, già pronto e godibile. Un'ottima entrata nel mondo del Nebbiolo — uno dei grandi vitigni italiani.
Vedi su Tannico →La colomba e i dolci di Pasqua
Il finale dolce di Pasqua è un territorio minato: colomba, pastiera, uova di cioccolato. L'abbinamento classico è il Moscato d'Asti — dolce residuo ma freschezza e leggerezza (5% alcol) che regge bene il candito. Per la pastiera napoletana, con la sua nota di fiori d'arancio, funziona ancora meglio.
Se preferisci le bollicine anche sui dolci, un Prosecco brut può funzionare con la colomba classica — purché sia brut, non extra-dry. La pastiera non perdona il residuo zuccherino nel vino.
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