I vini della Borgogna: scopri le AOC e le caratteristiche di un terroir leggendario
In nessun'altra zona vinicola al mondo il legame tra vigna e bottiglia è così diretto. In Borgogna i vignerons non inseguono un grande vino in astratto, ma l'espressione più fedele possibile della singola parcella su cui lavorano. Il risultato sono vini che nascono da appena due vitigni, eppure capaci di raccontare decine di sfumature diverse a seconda di dove sono cresciuti.
Il bando del Gamay che cambiò tutto
Le prime tracce di vigneti in Borgogna risalgono al II secolo, probabilmente per opera dei Celti prima ancora dell'arrivo dei Romani. Ma è alle abbazie che si deve il vero sviluppo della viticoltura: prima quella di Cluny, poi soprattutto l'abbazia cistercense di Cîteaux, fondata nel 1098 vicino a Nuits-Saint-Georges. Furono proprio i monaci cistercensi, osservando come parcelle diverse producessero vini diversi, a gettare le basi del concetto di terroir e dei primi cru.
La svolta decisiva arrivò nel 1395, quando il duca Filippo l'Ardito emise un decreto che dichiarava il Gamay dannoso per la salute umana, vietandone la coltivazione in tutta la Borgogna. Il vero motivo era probabilmente un altro: il Gamay produceva rese molto più alte del Pinot Nero. Filippo temeva che la ricerca del profitto facile a scapito della qualità rovinasse la reputazione dei vini del ducato. Il Gamay, bandito dalla Côte d'Or, trovò rifugio più a sud, nel Beaujolais.
Il dettaglio tecnico
Con la Rivoluzione francese le parcelle furono espropriate a nobili e clero e redistribuite alla borghesia. Nel 1861 Jules Lavalle tentò la prima vera zonazione dei vigneti borgognoni, un lavoro a cui l'INAO fece ampio riferimento nella classificazione ufficiale dei cru del 1930.
Suolo e Grands Crus
Il suolo della Borgogna è di natura calcarea, ma cambia carattere da nord a sud: gesso puro nella zona dello Chablis, marne calcaree e argilla nella Côte d'Or. Sono queste due zone ad aver portato i vini della Borgogna nell'olimpo mondiale, spartendosi 33 Grands Crus, come definiti nel disciplinare ufficiale del BIVB. Nascono da due sole varietà, Pinot Nero e Chardonnay.
Oggi i vigneti della regione coprono circa 30mila ettari, divisi tra aziende perlopiù piccole e medie. Il risultato è una parcellizzazione estrema: qui il termine "cru" indica spesso un vigneto appartenente a più proprietari diversi, una struttura molto lontana da quella della vicina Bordeaux.
Côte d'Or e Chablis: le due zone regine
Un solo vitigno per zona, due stili impossibili da confondere.
Da Digione a Santenay
Côte d'Or
Vitigni
Pinot Nero (rossi), Chardonnay (bianchi)
Nel bicchiere
Grands Crus
32 su 33 totali della regione.
Una striscia di terra lunga circa 60 chilometri che si sviluppa a est della regione, da Digione verso sud. Si divide in due tratti: la Côte de Nuits, patria dei rossi da Pinot Nero più concentrati e longevi, e la Côte de Beaune, dove crescono i bianchi da Chardonnay più celebri della regione. Il percorso va da Meursault, che non ha un solo Grand Cru ma vanta Premiers Crus capaci di rivaleggiare con molti Grands Crus altrove, fino a Montrachet, il Grand Cru bianco più ambito al mondo.
Il nord della regione
Chablis
Vitigno
Chardonnay in purezza
Nel bicchiere
Grands Crus
Un solo Grand Cru, diviso in sette vigneti.
Nella parte nord-ovest della regione, dove regna unicamente lo Chardonnay, i vigneti sono separati dal resto della Borgogna dalle colline del Morvan: Beaune dista oltre 100 chilometri. Chablis è geograficamente più vicino alla Champagne che alla Côte d'Or, tanto che fino a inizio Novecento non era raro che il suo vino finisse nelle cantine degli champenoise a Reims ed Épernay. I primi vigneti risalgono ai monaci cistercensi di Pontigny, che nel 1118 iniziarono a produrre quello che oggi consideriamo il primo vero Chablis della storia.
Le altre zone della Borgogna
A ovest si trova l'Auxerrois, dove nascono rossi e bianchi leggeri; a nord della Côte d'Or, la piccola zona del Châtillonnais produce invece Crémant, gli eleganti spumanti francesi in metodo classico.
Scendendo a sud della Côte d'Or si incontrano la Côte Chalonnaise, zona di rossi e bianchi più semplici, e il Mâconnais, terra di Chardonnay dal carattere più rustico. Si arriva infine al Beaujolais, al confine con la Valle del Rodano. Qui il Gamay bandito da Filippo l'Ardito trovò la sua vera casa, dando vita a rossi da macerazione carbonica riconoscibili in tutto il mondo.
Selezione Tannico
Tutti i vini della Borgogna nel catalogo Tannico
Dai Grands Crus della Côte d'Or ai bianchi minerali di Chablis, fino al Beaujolais.
Esplora la selezione →