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Gin Lemon

La ricetta per fare il Gin Lemon

Il Gin Lemon è uno dei cocktail più famosi che tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita perché in estate è un ottimo drink rinfrescate, in inverno, invece, è perfetto come digestivo. Insomma con solo due ingredienti, gin e limonata, hai un drink che disseta senza appesantire. Il Gin Lemon è un cocktail molto amato anche perché gin e limonata creano un’unione idilliaca, proprio come gin e acqua tonica, altra variante che si chiama Gin Tonic.

Gin Lemon: ingredienti e come servirlo

La gradazione alcolica di questo cocktail non deve mai essere troppo elevata, attenzione quindi a non mettete più di 6 cl di gin in ogni bicchiere, altrimenti diventa troppo pesante, perdendo la sua naturale freschezza e delicatezza. Per un cocktail più sano, puoi preparare la limonata in casa, con i limoni della costiera amalfitana, per esempio, e creare così la tua base per tutti i cocktail sour.

Per farla prendi 100 grammi di zucchero e scioglilo in 400 cl di acqua. Mescola e aggiungi mezzo litro di succo di limone o lime, oppure entrambi. Filtra e miscela il tutto. Puoi conservare la limonata in frigo per 2 giorni al massimo.

Ecco invece gli ingredienti e le dosi per fare il Gin Lemon:

- 6 cl di gin
- 8 cl di limonata (anche fatta in casa)
- ghiaccio e fetta di limone o lime

Per prepararlo, riempi un tumbler con ghiaccio, versa il gin e la limonata, rimescola e decora con una fetta di limone o lime. Il cocktail è pronto! Ci hai messo solo 3 minuti! Dal momento che è un cocktail molto amato, esistono tante variazioni sul tema. La più classica variante prevede l’aggiunta di poche gocce di Angostura, il Bitter che si ottiene tramite l’infusione della corteccia di una pianta, la Cusparia Febbrifuga, alla quale vengono aggiunti chiodi di garofano, radice di genziana, cardamomo, essenza di arance amare e china. Insomma il sapore amarognolo, intenso e deciso dell’Angostura rafforza il gusto del Gin Lemon.

Quale gin scegliere per fare un ottimo Gin Lemon

Il gin è un distillato fatto con il grano, la segale e un mix di erbe e spezie in quantità variabili, dette “botaniche”. Fra le più usate ci sono le bacche di ginepro, dalle quali il gin prende il nome e che caratterizzano il sapore predominante di questo distillato. Nel Regno Unito il gin ha avuto il suo maggior sviluppo e il tipico London Dry Gin prevede una seconda distillazione in seguito all’infusione delle botaniche: questo lo rende particolarmente secco. Dai migliori gin della Gran Bretagna, e in particolar modo dalla grande esperienza dei distillatori scozzesi, nasce il famoso Gin Hendrick’s della Girvan Distillery. Un prodotto di pregio, la cui produzione di piccoli lotti con antichi alambicchi e l’aggiunta di cetriolo e rose, esaltano la qualità di questo gin d’eccellenza. Un altro gin rinomato, che ti consigliamo, è il Sabatini Gin, un London Dry Gin con un’anima toscana. Dalla Toscana provengono infatti le nove botaniche che lo compongono: ginepro, coriandolo, iris, finocchio selvatico, salvia, timo, foglie di ulivo, verbena, lavanda, riproducono un’armonia di sapori che lo rende fresco e balsamico.

I cibi da abbinare al Gin Lemon

Il bello del Gin Lemon è che si abbina benissimo a molti piatti e puoi degustarlo sia durante una cena, sia durante un aperitivo. Puoi abbinare il Gin Lemon a piatti di carne o fritti, ma anche al pesce, poiché la limonata aiuta a ripulire il palato dal sapore del pesce e il gin, che nasce dalle bacche di ginepro, è l’ideale con i piatti di carne. Come ci insegnano i grandi chef e i degustatori, la prima cosa da fare è decidere se associare drink e pietanze per contrasto o per concordanza. Puoi sperimentare l’aperitivo con un tagliere di salumi e formaggi. Per cena invece, il consiglio è di utilizzare il gin anche come ingrediente per cucinare, come base, per esempio, del risotto agli scampi: puoi bollire il gin in pentola per far evaporare l’alcol e aggiungere gli altri ingredienti e poi utilizzarlo per sfumare al posto del vino. Infine l’aroma di ginepro si sposa alla perfezione con la marinatura della carne, soprattutto con la selvaggina ed è molto consigliato nel condimento della tartare di carne o pesce.

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