LAROCHE

Domaine — Chablis, Borgogna

La pietra focaia nel bicchiere

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Territorio

Chablis, Borgogna del nord

Vitigno

Chardonnay

Vino icona

Chablis Grand Cru Les Blanchots

Chablis è l'avamposto settentrionale della Borgogna, più vicino alla Champagne che a Beaune. Qui lo Chardonnay non ha la rotondità della Côte d'Or: ha tensione, mineralità, e quello che i francesi chiamano goût de pierre à fusil, il sapore di pietra focaia, un'acidità tagliente che nessun altro terroir restituisce allo stesso modo. Il substrato roccioso kimmeridgiano, un calcare giurassico ricco di fossili formatosi 152-157 milioni di anni fa, è la base geologica dei Grand Cru: i sette vigneti Grand Cru di Chablis occupano tutti i versanti sud-ovest a mezza collina, dove questa roccia affiora più vicina alla superficie. Domaine Laroche, fondato nel 1850 e tra i produttori storici della denominazione, ha parcelle nel Grand Cru Les Blanchots.

Acciaio o legno: la questione identitaria di Chablis

A Chablis, l'uso del legno è una questione di identità ancora aperta: chi preferisce l'acciaio inox sostiene che solo così la mineralità del terroir emerge senza interferenze. Chi usa il legno risponde che un'ossigenazione controllata in botte aggiunge complessità senza coprire il carattere. Laroche adotta un approccio calibrato: i Chablis village e i Premier Cru fermentano e affinano prevalentemente in acciaio per preservare il profilo netto, mentre i Grand Cru ricevono una quota di legno usato che aggiunge struttura senza mascherare la pietra focaia. Il risultato è uno stile preciso, lontano dalle versioni burroso-tropicali dello Chardonnay che si trovano altrove.

Come orientarsi nei Chablis di Laroche

Il Chablis Saint Martin è il punto d'ingresso: uno Chardonnay diretto, con note citrine e minerali, da bere nei primi tre anni. I Premier Cru Vaillons e Fourchaume aggiungono profondità: il Vaillons è più floreale e delicato, il Fourchaume più strutturato e longevo. Il Grand Cru Les Blanchots è il vertice della gamma: nelle prime annate può sembrare chiuso, ma dopo cinque, sette anni apre su sfumature di pietra, agrumi canditi e una mineralità prolungata che giustifica l'attesa. I Grand Cru di Chablis, secondo gli studi storici sulla denominazione, possono beneficiare di 15 o più anni di bottiglia. Da abbinare a piatti di pesce strutturati: un branzino al forno, un risotto agli scampi, ostriche.

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