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FALANGHINA

Falanghina non è un vitigno solo: sono due, geneticamente distinte, con nomi diversi nell'ampelografia moderna. La Falanghina Flegrea dei Campi Flegrei, quella che quasi certamente era alla base del Falerniano romano, e la Falanghina Beneventana del Sannio, meno estesa ma capace di profili più strutturati. Entrambe erano dimenticate fino a metà degli anni Novanta: la fermentazione senza controllo della temperatura ossidava gli aromi varietali e rendeva i vini piatti. Quando i produttori campani hanno adottato la fermentazione a temperatura controllata, il vitigno ha ritrovato voce. Oggi è il bianco campano più diffuso.

Campi Flegrei o Sannio: la provenienza cambia tutto

La Falanghina Flegrea cresce su suoli vulcanici e sabbiosi dove la fillossera non riesce a sopravvivere: molte viti dei Campi Flegrei sono ancora su piede franco, radici originali non innestate su portainnesto americano. Il profilo è immediato: sentori floreali con sfumature verdi e fogliari, sapidità marina, acidità vivace. È un vino da bere giovane. Il Sannio è un'altra storia: suoli alluvionali e argillosi nelle colline del Beneventano, clima più continentale, uve che sviluppano più struttura e frutta matura. I bianchi del Sannio reggono qualche anno di bottiglia e si abbinano a piatti più saporiti. Sant'Agata dei Goti, sottozona del Sannio, ha persino il suo clone di Falanghina, coltivato e valorizzato da Mustilli: un dettaglio che dice molto sull'attenzione che alcuni produttori hanno dedicato a questo vitigno.

Come scegliere tra gli stili

La versione base in acciaio, imbottigliata pochi mesi dopo la vendemmia, è quella più diffusa: floreale, leggera, perfetta per aperitivo, frittura napoletana, pizza margherita, mozzarella di bufala. Chi cerca più complessità trova le versioni con sosta sur lie: la permanenza sui lieviti aggiunge una nota cremosa e una struttura che regge anche piatti più saporiti, dalla pasta con cacio e uova ai secondi di pesce al forno. Esiste anche una versione spumante, sia metodo classico che charmat, che sfrutta l'acidità naturale del vitigno: tra le bollicine campane è quella più interessante e meno conosciuta fuori dalla regione. Per esplorare gli altri grandi bianchi del Sud, la selezione completa dei bianchi campani su Tannico include Fiano di Avellino e Greco di Tufo.

|Feudi San GregorioMastroberardinoL'artiginale: PietracupaFalanghinaFianoGreco di TufoTutti I BianchiTutti I Bianchi CampaniPremiatiBio e Naturali
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