I vini delle Langhe: caratteristiche e storia di un terroir unico

Di Redazione

Panorama dei vigneti delle Langhe

Guida Tannico

I vini delle Langhe

Il regno del Nebbiolo: dalle marne di Alba al Barolo, fino all'ascesa del Langhe Nebbiolo

~6.300

ettari a Nebbiolo in Piemonte

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cloni storici di Nebbiolo

600 m

il limite altimetrico del Nebbiolo

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Cosa sono le Langhe e dove si trovano

Il nome "Langhe" è il plurale di "Langa" e indica le colline a nord e a sud di Alba, in provincia di Cuneo, sulla riva destra del fiume Tanaro. Siamo nel cuore del Piemonte meridionale, in un paesaggio di crinali stretti e spesso ripidi che salgono gradualmente verso sud, fino a toccare i 600 metri oltre Monforte d'Alba e Dogliani. È proprio quell'altitudine a segnare il confine naturale del Nebbiolo: più in alto, l'uva fatica a maturare.

I suoli sono il vero segreto. Si tratta di marne argillo-calcaree di origine sedimentaria, formatesi milioni di anni fa quando questa zona era fondale marino. Le più note sono le Marne di Sant'Agata, grigio-azzurre, ma il mosaico comprende anche le arenarie di Diano e le formazioni di Lequio, le più antiche. Ogni comune, quasi ogni versante, ha la sua sfumatura di terreno, e questo spiega perché qui il concetto di cru sia di casa da secoli.

Una precisazione utile: il Roero, che pure dà grandi Nebbiolo, si trova sulla riva sinistra del Tanaro e geograficamente non fa parte delle Langhe, anche se viene spesso citato insieme. Le sue colline più sabbiose danno vini più pronti e slanciati rispetto a quelli di Alba.

Curiosità · Un mare di colline

Le marne che danno ai vini delle Langhe la loro finezza sono sedimenti depositati da un antico mare. Camminare tra i filari di La Morra o Serralunga significa attraversare un fondale marino fossile sollevato e piegato dai movimenti che hanno costruito gli Appennini. È questa roccia friabile e ricca di calcare a regalare al Nebbiolo i suoi profumi così particolari, impossibili da replicare altrove.

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Il Nebbiolo e i suoi cloni storici

Nelle Langhe regna un vitigno su tutti, il Nebbiolo. È un'uva difficile, tardiva, dall'acidità marcata e dai tannini imponenti, ma quando trova il versante giusto raggiunge una complessità aromatica che pochi rossi al mondo conoscono. La ricerca ne identifica tre cloni principali: il Lampia, il più diffuso e affidabile; il Michet, in realtà un Lampia colpito da un virus che ne fa biforcare i tralci, dai grappoli piccoli e dagli aromi intensi; e il Bolla, oggi in declino perché dà vini dal colore troppo scarico.

Per anni si è parlato anche di un quarto tipo, il Nebbiolo Rosé. Le analisi del DNA hanno però chiarito che non è affatto un clone, ma una varietà distinta, imparentata con il Nebbiolo come un figlio con il genitore. Un dettaglio da addetti ai lavori, certo, ma racconta quanto questo vitigno antico sia stato studiato e quanto resti ancora da capire.

Gli altri vitigni delle Langhe

Il Nebbiolo non è solo. Attorno a lui ruota una squadra di vitigni che danno alle Langhe la loro varietà quotidiana, dai rossi di pronta beva ai bianchi che negli ultimi anni stanno crescendo molto.

Rosso · Il quotidiano nobile

Barbera & Dolcetto

La Barbera, acidità vivace e frutto succoso, è il rosso da tavola per eccellenza del Piemonte. Il Dolcetto, malgrado il nome, dà vini secchi, morbidi e di pronta beva, storicamente il vino di tutti i giorni delle Langhe.

Bianco · I rari

Arneis & Nascetta

L'Arneis è il bianco langarolo più conosciuto, floreale e di buona morbidezza. La Nascetta, autoctona quasi scomparsa, ha ottenuto nel 2010 una sua piccola sottozona a Novello: è la scommessa bianca dei vignaioli più curiosi.

Rosso · I minori da riscoprire

Freisa & Pelaverga

La Freisa, parente stretta del Nebbiolo, dà rossi vivaci a volte leggermente frizzanti. Il Pelaverga di Verduno, pepato e leggero, ha una sua DOC dedicata: piccole produzioni che raccontano la biodiversità della zona.

Bollicine · L'alta collina

Alta Langa

Nelle quote più alte, dove il Nebbiolo non arriva, Chardonnay e Pinot Nero danno vita alla DOCG Alta Langa, lo spumante metodo classico del Piemonte. Una faccia inattesa e fresca di un territorio noto per i grandi rossi.

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L'ascesa del Langhe Nebbiolo

C'è un fenomeno che negli ultimi anni ha cambiato il volto della zona. Molti produttori di Barolo e Barbaresco imbottigliano un Nebbiolo di pronta beva e lo etichettano come Langhe Nebbiolo: un vino più immediato, meno costoso, pensato per essere bevuto giovane. Il mercato internazionale lo ha accolto come un "Barolo economico", e la domanda è esplosa.

Il successo è tale che il Nebbiolo si sta espandendo ovunque, arrivando a insidiare il Dolcetto persino a Dogliani, la denominazione che sul Dolcetto aveva costruito la propria identità. Per chi compra è un'occasione, perché permette di avvicinarsi alla grammatica del Nebbiolo senza affrontare i prezzi del Barolo. Vale però la pena ricordare che un Langhe Nebbiolo non è un Barolo in miniatura, ma un vino con un proprio carattere, più diretto e meno destinato all'invecchiamento.

Curiosità · Modernisti contro tradizionalisti

Negli anni Ottanta e Novanta le Langhe furono divise da una guerra di stile: i "modernisti", che affinavano il Barolo in piccole barrique nuove, contro i "tradizionalisti" delle grandi botti e delle lunghe macerazioni. Col tempo le posizioni si sono riavvicinate: molti modernisti sono tornati alle botti grandi e i tradizionalisti hanno raffinato la propria tecnica. Oggi la sfida vera, per entrambi, è il cambiamento climatico.

Le denominazioni da conoscere

Dalle due DOCG regine del Nebbiolo alla DOC che fa da contenitore flessibile, ecco le denominazioni che contano.

DOCG · Le regine

Barolo & Barbaresco

Le due DOCG da Nebbiolo in purezza che hanno reso le Langhe celebri nel mondo. Il Barolo, più strutturato e longevo, e il Barbaresco, dal frutto in genere più accessibile in gioventù. Stessa uva, due interpretazioni del territorio.

DOCG · Il Dolcetto serio

Dogliani & Diano d'Alba

A sud della zona del Barolo, Dogliani e Diano d'Alba sono le due DOCG che elevano il Dolcetto a vino di struttura, ben oltre la sua immagine di rosso semplice. Proprio qui la pressione del Nebbiolo si fa sentire di più.

DOC · Il contenitore flessibile

Langhe DOC

Nata nel 1994, oggi ammette tredici varietà, dalle autoctone Arneis e Nascetta agli internazionali Chardonnay, Sauvignon e Riesling. È sotto questa DOC che esce il celebre Langhe Nebbiolo, oltre a molti bianchi del territorio.

DOC · L'alternativa al Barolo

Nebbiolo d'Alba & Barbera d'Alba

Il Nebbiolo d'Alba offre il vitigno in versione più morbida e pronta, mentre la Barbera d'Alba è tra i rossi più amati per la tavola di tutti i giorni. Due DOC che reggono l'ossatura quotidiana della zona.

Quali bottiglie scegliere

Dal grande rosso da invecchiamento al bianco da aperitivo, ecco come muoverti tra i vini delle Langhe a seconda dell'occasione.

Per capire il Nebbiolo

Parti da un Langhe Nebbiolo prima di affrontare il Barolo: stessa uva, prezzo più contenuto, beva più immediata. È il modo migliore per familiarizzare con tannino e profumi senza aspettare dieci anni.

Per un'occasione

Il Barolo resta il grande rosso da meditazione e da abbinamento importante, dal brasato ai formaggi stagionati. Il Barbaresco è spesso più pronto, ideale se non vuoi attendere troppo.

Per tutti i giorni

Una Barbera d'Alba o un Dolcetto sono perfetti sulla cucina di tutti i giorni, dai primi ai salumi. Per l'aperitivo, un Arneis fresco o una bollicina Alta Langa cambiano completamente registro.

Selezione Tannico

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