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OLTREPO PAVESE VINI

Pochi sanno che l'Oltrepò Pavese ospita la più grande superficie a Pinot Nero di tutta Italia, oltre tremila ettari, e che qui le bollicine metodo classico hanno più di centocinquant'anni di storia: il primo spumante in stile Champagne nacque nel 1865. Questa zona collinare a sud del Po ha a lungo fornito le basi spumante alle grandi case piemontesi, ma oggi punta in proprio sulla qualità. Tra metodo classico, il rosé Cruasé e rossi da Barbera e Croatina, l'Oltrepò Pavese è una delle aree più sottovalutate della Lombardia per chi cerca rapporto qualità-prezzo.

Le bollicine: metodo classico e Cruasé

Il cuore qualitativo dell'Oltrepò è la DOCG metodo classico, che richiede almeno il 70% di Pinot Nero e un affinamento minimo di quindici mesi sui lieviti. Sono spumanti che giocano su struttura e nota di crosta di pane, spesso da vigneti esposti a nord per preservare l'acidità. La specialità più riconoscibile resta il Cruasé, il rosé metodo classico da Pinot Nero in cui la zona eccelle senza quasi rivali in Italia: rosa tenue, fragranza di piccoli frutti rossi, perfetto come aperitivo importante o a tutto pasto su un fritto di pesce. Se vuoi confrontarlo con altre interpretazioni dello stesso vitigno, dai un'occhiata alla raccolta di vini da Pinot Nero.

I rossi e come orientarsi nella zona

Sul fronte fermo, il vitigno più piantato è la Croatina, qui chiamata in modo fuorviante Bonarda, che insieme alla Barbera dà l'Oltrepò Rosso: vini fruttati e diretti, da tavola di tutti i giorni. Più interessanti i rossi del Buttafuoco, da Barbera, Croatina e Uva Rara, capaci di invecchiare un decennio e non lontani dallo spirito delle Langhe. La regola pratica per scegliere: se cerchi una bottiglia da stappare per un'occasione, vai sul metodo classico o sul Cruasé; se vuoi un rosso quotidiano e schietto, l'Oltrepò Rosso fa il suo lavoro a un prezzo onesto. Per inquadrare la zona nel contesto regionale, parti dalla panoramica dei vini della Lombardia, di cui l'Oltrepò è l'area vitivinicola più estesa.

Perché l'Oltrepò Pavese vale la pena

Il vero motivo per guardare a questa zona è il rapporto tra qualità e prezzo. Un metodo classico dell'Oltrepò Pavese costa spesso meno di un equivalente più blasonato, pur condividendo lo stesso vitigno principe delle grandi bollicine. Lo stesso vale per i rossi del Buttafuoco rispetto a denominazioni piemontesi più note. Per chi vuole sperimentare senza svuotare il portafoglio, è un territorio ideale: la regola è puntare sulle cantine che hanno scelto la strada della qualità, riconoscibili dalla DOCG in etichetta e dai tempi di affinamento dichiarati.

|Bianchi Oltrepò PaveseRossi Oltrepò PaveseBonarda Oltrepò PaveseSpumanti Oltrepò Pavese
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