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VINI ROSSI PIEMONTESI

Il Piemonte è la regione dei grandi rossi da invecchiamento, e le sue denominazioni più note non hanno bisogno di presentazioni: Barolo, Barbaresco, Barbera, Dolcetto, Nebbiolo. Ma dietro questi nomi c'è un mosaico molto più vasto, fatto di cinquantanove tra DOC e DOCG e di vitigni autoctoni che altrove non esistono. Qui le esposizioni migliori e più soleggiate vanno al Nebbiolo, le posizioni più fresche al Dolcetto, e la Barbera riempie tutto lo spazio in mezzo. La selezione di rossi piemontesi su Tannico copre questa intera scala, dai vini quotidiani alle bottiglie da collezione.

Barolo e Barbaresco: i grandi Nebbiolo delle Langhe

Il Barolo nasce da Nebbiolo in purezza in undici comuni della provincia di Cuneo, tra cui La Morra, Serralunga d'Alba e Monforte d'Alba. Una distinzione utile per scegliere: i suoli calcareo-argillosi di La Morra e Barolo danno vini più profumati e pronti, mentre le sabbie compresse di Serralunga e Monforte producono Barolo più strutturati, che maturano lentamente. Il colore non è mai cupo, perché il Nebbiolo come il Pinot Nero non dà vini opachi: rubino che vira al granato, con aromi di ciliegia, rosa, catrame e liquirizia. Il Barbaresco, a nord-est di Alba, è rimasto a lungo nell'ombra del Barolo prima di affermarsi negli anni Sessanta per eleganza e finezza aromatica. Stesso vitigno, tannini più setosi, accessibilità maggiore in gioventù. In entrambe le denominazioni le menzioni geografiche aggiuntive in etichetta indicano i singoli cru, la versione piemontese di un sistema di vigne classificate.

Nebbiolo d'Alba, Roero e i rossi dell'Alto Piemonte

Lo stesso Nebbiolo dà molto più di Barolo e Barbaresco. Il Nebbiolo d'Alba e il Roero, sulla riva sinistra del Tanaro, su suoli più sabbiosi, offrono vini più immediati e di pronta beva, con prezzi più accessibili. Salendo a nord, nell'Alto Piemonte, il Nebbiolo prende il nome locale di Spanna e cambia volto. Gattinara, Ghemme, Lessona, Boca e Bramaterra crescono su suoli in parte vulcanici e in un clima più fresco: vini più verticali, slanciati, dalla mineralità spiccata. Sono denominazioni piccole, alcune di poche decine di ettari, ma tra le più interessanti per chi cerca alternative meno battute ai grandi nomi delle Langhe. La capacità del Nebbiolo di tradurre il suolo in cui cresce è il motivo per cui questo vitigno conta decine di interpretazioni diverse all'interno della stessa regione.

Barbera: il rosso piemontese di tutti i giorni

La Barbera è il vino piemontese più diffuso, presente nelle province di Alba, Asti e Alessandria. Considerata fino agli anni Ottanta un vino da pasto senza pretese, ha mostrato il suo potenziale quando sono comparse le versioni affinate in legno, che ne hanno cambiato la reputazione. La Barbera d'Alba, coltivata sugli stessi terreni del Barolo, tende a vini più strutturati e concentrati. La Barbera d'Asti, oggi DOCG, punta sulla bevibilità e su quella vivace acidità che la rende uno dei rossi più freschi d'Italia. Colore intenso, tannino contenuto, note di ciliegia e prugna: è il rosso più versatile a tavola di tutta la regione, dai primi ai secondi di carne.

Dolcetto, Freisa, Grignolino: gli autoctoni da scoprire

Il Dolcetto matura prima della Barbera, tanto che viene spesso vinificato in meno di una settimana per liberare le vasche prima della vendemmia degli altri rossi. Dà vini di pronta beva, dal colore rubino intenso e dai frutti rossi croccanti, nelle denominazioni di Alba, Dogliani, Ovada e Asti. La Freisa, parente stretta del Nebbiolo, regala vini di carattere con profumi di lampone e rosa, sia fermi sia vivaci secondo la tradizione. Il Grignolino inganna con il suo colore chiaro, perché nasconde una tannicità importante e una finezza aromatica rara tra i rossi leggeri. Sono i vini che raccontano la biodiversità piemontese oltre i grandi nomi.

Come scegliere il rosso piemontese giusto

La scelta dipende da cosa cerchi. Per una bottiglia da aprire stasera su un piatto di carne, Barbera e Dolcetto offrono il miglior rapporto tra piacevolezza e prezzo, a partire da poche decine di euro. Per una cena importante o un regalo, Barbaresco e Nebbiolo d'Alba danno il carattere del Nebbiolo a un prezzo più contenuto del Barolo. Se invece punti a una bottiglia da conservare, il Barolo dei comuni di Serralunga e Monforte e i grandi cru dell'Alto Piemonte ripagano l'attesa con anni di evoluzione. I listini salgono di conseguenza, fino alle etichette da collezione. Qualunque sia l'occasione, il Piemonte ha un rosso costruito apposta.

|BarbarescoBarberaBaroloDolcettoGattinaraGrignolinoNebbiolo
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