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Cuna


Quattro ettari vitati in totale, per una piccola realtà che trova posto nelle terre aretine, lungo le pendici che si affacciano su una bella vallata del casentino, dove l’agronomo ed enologo Federico Staderini all’inizio del 2000 - precisamente nel 2002 - ha dato il via a una sua indipendente attività vitivinicola, scegliendo una zona storicamente regno del sangiovese, ma allo stesso tempo scommettendo tutto sul pinot nero e sull’antica varietà autoctona dell’abrostine, di origine etrusca. Queste sono le premesse da cui ha preso le mosse l’azienda vitivinicola “Cuna”. Sette parcelle vitate distinte, situate a un’altitudine che varia tra i cinquecento e i 540 metri sul livello del mare, con piante che crescono su terreni ricchi di pietre e di depositi calcarei. Tra i filari le scelte agronomiche sono rispettose al massimo di quello che è l’equilibrio di ambiente, natura, ecosistema e biodiversità, e l’orientamento tende a seguire i dettami della biodinamica, per cui ogni fase lavorativa predilige l’approccio manuale e meccanico. In cantina la filosofia non è molto distante da quella applicata nel vigneto, cosicché dopo la vendemmia le uve sono diraspate manualmente e pigiate con i piedi, per poi essere lasciate fermentare in tini di legno a opera dei soli lieviti indigeni. A seguire l’invecchiamento avviene in barrique, dove il vino riposa dai 15 ai 18 mesi, così da essere infine imbottigliato senza subire nessuna filtrazione. Al netto di tutto il risultato è dato da vini che rappresentano l’espressione più vera del territorio e del varietale di riferimento. Dal Pinot Nero “Cuna” al “Sorte Sempremai” ottenuto dalle uve di abrostine, si parla di etichette autentiche, capaci di riportarci indietro nel tempo sino all’epoca degli antichi etruschi. Vini, quelli di “Cuna”, che sono un vero e proprio dono della natura, con cui l’uomo si dimostra accondiscendente rispettandone i tempi e i caratteri. Vini unici.