BARTOLO MASCARELLO

Cantina, Barolo (Cuneo)

Il Barolo che ha detto no alla barrique

Langhe, Piemonte  ·  Nebbiolo tradizionale

Prima etichetta

1918

Botti

Grandi botti di Slavonia

Famiglia oggi

Maria Teresa Mascarello

Negli anni '90, mentre un gruppo di produttori piemontesi, i cosiddetti Barolo Boys, sperimentava barrique francesi e tecniche enologiche moderne per rendere il vino più internazionale, Bartolo Mascarello scelse la strada opposta e la difese pubblicamente, arrivando a disegnare di proprio pugno etichette provocatorie contro quella tendenza. Non fu una posa: fu la sintesi visiva di una vita passata a difendere un'idea di Barolo fedele alla tradizione langarola, senza compromessi.

Un Barolo che assembla, non isola

La cantina, la cui prima etichetta risale al 1918, produce un solo Barolo, ottenuto assemblando quattro cru di proprietà secondo la tradizione langarola più antica, in un'epoca in cui la maggior parte dei produttori punta invece su vini di singolo cru. Vinificazione in grandi tini, affinamento in botti grandi di Slavonia, mai barrique: gli stessi metodi di sempre, applicati con una coerenza che ha reso Mascarello un riferimento assoluto per chi cerca l'espressione più autentica del Nebbiolo delle Langhe.

Un'eredità in buone mani

Oggi la cantina è guidata da Maria Teresa Mascarello, che porta avanti lo stesso metodo senza cedimenti verso mode passeggere. Il Barolo resta un vino austero in gioventù, capace di aprirsi dopo anni di affinamento in bottiglia con una complessità che ripaga ampiamente l'attesa. Per chi vuole avvicinarsi allo stile della cantina partendo da un'etichetta più accessibile, la Barbera offre lo stesso rigore produttivo con un tempo di attesa molto più breve.

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