La guida completa ai vini di Bordeaux: dalla classificazione alle denominazioni più importanti

Di Redazione

Vigneti di Bordeaux, Francia

Guida Tannico

I vini di Bordeaux

Le due rive, i cru classé e i grandi château: viaggio nella capitale del vino

1855

la prima classificazione

5

Premier Cru Classé

2

le rive del vino

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Storia e classificazione dei vini di Bordeaux

Ci sono nomi che pesano più del vino che contengono, e Bordeaux è il primo di tutti. Prima ancora di essere una regione vinicola, Bordeaux è stata un porto: una città distesa lungo l'ansa della Garonna, il volto rivolto all'Atlantico, le banchine affollate di velieri inglesi e olandesi. È da quel via vai di mercanti, non dal lavoro silenzioso dei monaci come altrove in Francia, che nasce il suo mito. Bordeaux ha imparato presto una cosa che ha poi insegnato al mondo intero: che il vino, oltre a un sapore, può avere un prezzo, un nome e una leggenda.

Tutto comincia nel XII secolo, quando Eleonora d'Aquitania sposa Enrico Plantageneto e porta in dote alla corona inglese mezza Francia sud-occidentale. Per tre secoli Londra beve quasi solo vino bordolese, quel rosso chiaro e nervoso che gli inglesi chiamano ancora oggi claret. Finita la dominazione inglese, sono i mercanti olandesi a raccogliere il testimone, e con loro arriva il colpo di genio che cambia la geografia del vino: maestri di dighe e canali, prosciugano le paludi del Médoc, e su quelle ghiaie strappate all'acqua nasceranno alcuni dei vigneti più preziosi del pianeta.

Ma è nel Settecento che Bordeaux diventa Bordeaux. L'aristocrazia di toga acquista le tenute, erige i sontuosi château che ancora oggi punteggiano la campagna come piccole regge, e comincia a trattare il vino come un'opera firmata: non più una bevanda anonima, ma il prodotto di un luogo e di una mano. Château Lafite invecchia il suo vino in bottiglia, i prezzi salgono, le casate fanno a gara di prestigio.

Il sigillo arriva nel 1855. Per l'Esposizione Universale di Parigi, Napoleone III vuole mostrare al mondo il meglio della Francia, e chiede una gerarchia ufficiale dei vini del Médoc. I mediatori di Bordeaux la compilano senza assaggiare un solo bicchiere: ordinano gli château secondo i prezzi che le loro bottiglie spuntano da generazioni, dal Premier al Cinquième Cru. Quella classificazione del 1855, nata come una semplice graduatoria di mercato, è sopravvissuta a due guerre mondiali, a rivoluzioni e crolli finanziari, ed è ancora oggi la mappa con cui leggiamo i grandi rossi della riva sinistra: forse il caso più clamoroso al mondo di una gerarchia che si è fatta destino.

Curiosità · L'unica promozione in 165 anni

In oltre un secolo e mezzo la classificazione del 1855 è stata toccata una volta sola, e fu una battaglia. Per generazioni Château Mouton Rothschild restò relegato a Secondo Cru, e il barone Philippe de Rothschild ne fece l'ossessione di una vita, riassunta in un motto altero e ferito: "Primo non posso essere, secondo non degno, Mouton sono". Nel 1973, dopo decenni di pressioni, l'impossibile accadde: Mouton fu promosso a Premier Cru, unico nella storia. Il barone fece incidere il nuovo motto, e bastò cambiare un tempo verbale: "Primo sono, secondo fui, Mouton non cambia".

I vitigni e l'arte dell'assemblaggio

A Bordeaux il grande vino non nasce da un'uva, ma da un dialogo tra più uve. È un'orchestra, non un solista: ogni vitigno porta una voce, e il talento dell'enologo sta nel farle suonare insieme, in proporzioni che cambiano ogni anno con il capriccio del clima.

Rosso · La spina dorsale

Cabernet Sauvignon

Il sovrano della riva sinistra. Matura tardi, e per farlo pretende le ghiaie profonde del Médoc, che di giorno bevono il sole e di notte lo restituiscono alle radici. In cambio dona tannini da scolpire nel tempo, un'ossatura severa e quella longevità che ha reso Bordeaux immortale. Da giovane è chiuso, ombroso, quasi scostante: chiede pazienza, e ripaga dopo vent'anni.

Rosso · La carne e il velluto

Merlot

L'uva più diffusa di tutta Bordeaux, e la più generosa. Matura prima del Cabernet e ama le argille fresche della riva destra, dove regala polpa di prugna, calore e una morbidezza che seduce subito. È la materia di cui sono fatti i sogni di Pomerol e Saint-Émilion: vini che si lasciano amare giovani senza per questo rinunciare a invecchiare.

Rosso · Il profumo segreto

Cabernet Franc

Quasi sempre una minoranza nell'assemblaggio, eppure capace di cambiare tutto: una manciata di Cabernet Franc accende il vino di violetta, grafite ed erbe aromatiche. A Saint-Émilion sa farsi protagonista, e nel mitico Cheval Blanc è storicamente l'uva dominante, un'eccezione che ne ha fatto una leggenda irripetibile.

Bianco · Nervo e seta

Sauvignon & Sémillon

Il Sauvignon Blanc dà la scintilla agrumata e la tensione, il Sémillon la trama setosa e il corpo. Insieme firmano i grandi bianchi secchi di Pessac-Léognan, capaci di sfidare i Borgogna, e i dolci immortali di Sauternes, dove la buccia sottile del Sémillon offre il fianco perfetto alla muffa nobile.

Curiosità · Perché Bordeaux assembla

L'assemblaggio non è vezzo, è saggezza nata dalla paura della pioggia. In un clima atlantico dove un temporale di settembre può rovinare una vendemmia, affidarsi a un solo vitigno significa giocarsi tutto su un'unica carta. Piantando uve che maturano in momenti diversi, lo château si assicura: se un'annata fredda tradisce il Cabernet, il Merlot più precoce salva l'onore della casa. Il vino vero nasce dopo la raccolta, nel silenzio della cantina, quando l'enologo assaggia botte per botte e decide chi merita di entrare nel grand vin e chi sarà declassato al secondo vino. È il momento più segreto e più crudele dell'anno.

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Le due rive e i grandi château

Per capire Bordeaux basta seguire l'acqua. La Garonna e la Dordogna scendono a incontrarsi e a formare la Gironda, e nel farlo dividono la regione in due mondi che si guardano da una sponda all'altra. Non è solo geografia: è due filosofie del vino, due caratteri, persino due idee di bellezza. Da una parte la potenza, dall'altra la grazia.

La Rive Gauche è il regno della ghiaia e del Cabernet Sauvignon, della solennità e dell'attesa. Qui, nel Médoc, vivono quattro dei cinque Premier Cru. A Pauillac, un fazzoletto di terra grande quanto un paese, si concentra una densità di leggenda senza pari al mondo: Château Latour, austero e indistruttibile; Lafite Rothschild, sussurro di eleganza; Mouton Rothschild, teatrale e artistico, con le sue etichette firmate da Picasso e Chagall. Più a sud, nell'AOC Margaux, Château Margaux incarna la finezza fatta vino; e alle porte della città, nelle Graves di Pessac-Léognan, veglia il più antico di tutti, Château Haut-Brion, unico Premier Cru a non appartenere al Médoc.

La Rive Droite è un'altra storia: colline di argilla e calcare, proprietà piccole e familiari, il Merlot che addolcisce ogni cosa. A Saint-Émilion, borgo medievale di pietra dorata dichiarato Patrimonio dell'Umanità, regna Château Cheval Blanc. E poi c'è Pomerol, la più piccola e la più misteriosa: nessuna classificazione, nessun château sfarzoso, solo qualche ettaro di argilla blu e, sopra di essa, Petrus, il Merlot più desiderato e costoso del pianeta, nato da una vigna che a vederla non diresti capace di tanto.

Curiosità · La muffa che vale oro

I dolci di Sauternes sono figli di un miracolo travestito da malattia. Là dove il piccolo fiume Ciron si getta nella Garonna, le mattine d'autunno si vestono di nebbia e i pomeriggi di sole: la condizione perfetta perché un fungo, la Botrytis cinerea, attacchi gli acini in modo "nobile", bucandone la buccia e prosciugandoli fino a renderli uvetta. Ciò che resta è un nettare concentratissimo. Si raccoglie acino per acino, in più passaggi tra i filari, per settimane. A Château d'Yquem, il solo Premier Cru Supérieur del 1855, una vite intera fatica a produrre più di un bicchiere: per questo una sua bottiglia può attraversare un secolo senza invecchiare.

Domande frequenti sui vini di Bordeaux

Che differenza c'è tra Rive Gauche e Rive Droite?

Sulla riva sinistra (Médoc e Graves), dai suoli ghiaiosi, domina il Cabernet Sauvignon e nascono vini strutturati e molto longevi. Sulla riva destra (Saint-Émilion e Pomerol), dalle argille fresche, domina il Merlot e i vini sono più morbidi e seducenti già in gioventù.

Cosa significa "cru classé"?

È la gerarchia ufficiale dei migliori château di Bordeaux. La più celebre è la classificazione del 1855 del Médoc, che ordina i vini in cinque livelli, dai Premier ai Cinquième Cru. Saint-Émilion e le Graves hanno classificazioni proprie, mentre Pomerol non ne ha mai avuta una.

Quali sono i vitigni dei vini di Bordeaux?

Per i rossi: Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, quasi sempre assemblati. Per i bianchi, secchi e dolci: Sémillon e Sauvignon Blanc. La firma di Bordeaux è proprio l'arte di far convivere più uve in un solo vino.

Perché i vini di Bordeaux invecchiano così a lungo?

Grazie all'assemblaggio e a vitigni dal tannino robusto come il Cabernet Sauvignon, i grandi rossi della riva sinistra possono evolvere per trenta, quaranta anni e oltre, trasformando il frutto giovanile in profumi di tabacco, cuoio e sottobosco. È una delle più straordinarie parabole di longevità del mondo del vino.

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