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SCHIOPPETTINO

Negli anni Settanta lo Schioppettino era quasi scomparso dai Colli Orientali del Friuli: la fillossera aveva decimato i vigneti e pochi produttori avevano voglia di reimpiantare un vitigno difficile e poco commerciale. A salvarlo fu un decreto europeo del 1978 che ne autorizzò ufficialmente la coltivazione nella provincia di Udine. Oggi è uno dei rossi friulani più identitari: profondo nel colore, al naso porta violette, lampone e pepe nero su un fondo di liquirizia lieve, con quel profilo speziato che ricorda certi rossi del Rodano. Corpo medio, tannini presenti ma non duri.

Prepotto e Cialla: due nomi da sapere prima di scegliere

Lo Schioppettino è un vitigno da colline: cresce meglio sulle marne calcaree e gli strati di arenaria alternata che caratterizzano i Friuli Colli Orientali, la DOC che ospita la grande maggioranza dei produttori. Prepotto, piccolo comune vicino al confine sloveno, è considerato il territorio d'elezione storico, mentre la sottozona di Cialla è dove il vitigno ha ritrovato continuità produttiva dopo l'oblio. Curioso: al di là del confine, in Slovenia, esiste ancora con il nome Pokalca, ma gli ettari coltivati sono ormai trascurabili. Il nome Schioppettino viene dal verbo dialettale friulano che indica lo scoppio: le bottiglie imbottigliate giovani tendevano a rifermentare, stappando con un botto. Se cerchi una bottiglia con maggiore struttura e potenziale di invecchiamento, orientati verso le etichette dei Colli Orientali in purezza; per uno stile più immediato e accessibile, guarda ai vini prodotti in assemblaggio con altri autoctoni friulani nella nostra selezione di rossi friulani.

Con cosa abbinare lo Schioppettino: dalla carne al Frico

Le bottiglie di Schioppettino su Tannico partono dai 12-15 euro per le etichette di pronta beva e si attestano generalmente tra i 18 e i 25 euro per le versioni di maggiore struttura. Le riserve di produttori di riferimento come Ronchi di Cialla possono superare i 40 euro. Il profilo pepato dello Schioppettino, simile per certi versi ai rossi del Rodano, lo rende particolarmente adatto a carni poco elaborate: arrosto di manzo, agnello al forno, selvaggina da piuma. Ma il suo abbinamento più autentico rimane il Frico, il piatto friulano a base di formaggio Montasio fritto in padella: la grassezza del formaggio fuso trova nell'acidità e nel tannino morbido dello Schioppettino un contrappunto preciso. Funziona bene anche con minestre invernali a base di fagioli, orzo e verdure di radice, dove la speziatura del vino dialoga con i sapori terrosi del piatto. Da evitare con pesci delicati o crudités, dove la struttura del vino prevarrebbe troppo. Rispetto al Refosco, altro rosso autoctono friulano, lo Schioppettino è generalmente più aromatico e meno tannico: utile saperlo per orientare la scelta in base al piatto. Temperatura di servizio consigliata: 16-18°C, in un calice ampio che esalti la componente speziata.

|RefoscoMerlot FriuliRossi del Friuli
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