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NEGROAMARO

Il Negroamaro cresce nella penisola salentina, l'unico punto d'Italia lambito da due mari: l'Adriatico a est e lo Ionio a ovest. Le brezze che arrivano da entrambe le coste moderano le temperature di una delle zone più calde del paese, rallentando la maturazione e preservando un'acidità che chi si aspetta solo un rosso del sud trova sorprendente. I vigneti più pregiati sono ad alberello, la forma di allevamento bassa e stressante che limita naturalmente le rese e concentra l'uva. Tra il 1990 e il 2015 i sussidi europei per l'estirpazione hanno fatto scendere le superfici da 31.000 a poco più di 11.000 ettari: molti di quegli alberelli non esistono più.

Negroamaro vs Primitivo: la distinzione che conta per scegliere

I due grandi vitigni del Salento hanno caratteri diversi e spesso vengono confusi. Il Primitivo matura presto e dà vini caldi, morbidi, con frutta scura e alcol elevato. Il Negroamaro matura più tardi, ha tannini più spessi e una struttura più nervosa: è un vino che regge meglio l'abbinamento con piatti importanti e che, con qualche anno in bottiglia, sviluppa una complessità che le versioni giovani non lasciano immaginare. Le denominazioni di riferimento nel Salento sono Salice Salentino, Copertino, Leverano, Brindisi e Squinzano, tutte con il Negroamaro come base obbligatoria e piccole percentuali di Malvasia Nera come correttivo in blend.

|Primitivo
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