Distilleria, Padova (Italia)
Una ricetta rubata ai monaci per ripicca
Veneto, Italia · Bitter all'arancia
Fondatori
Fratelli Luigi e Silvio Barbieri
Anni di sviluppo
7, prima del lancio
La storia di Aperol comincia oltre un secolo prima della sua nascita, con un litigio. Nel 1805 l'abate di Praglia Giuseppe Barbieri ebbe uno scontro politico con il vescovo di Padova e, per ripicca, rivelò al nipote le ricette segrete dei liquori prodotti dai monaci benedettini. Da quel gesto di dispetto discende, generazioni dopo, il laboratorio padovano dei fratelli Barbieri, dove nel 1919, dopo sette anni di sperimentazioni, Luigi e Silvio misero a punto la ricetta che avrebbero presentato alla Fiera Campionaria della città.
Il nome preso in prestito dal francese
È stato proprio Silvio, di ritorno da un lungo soggiorno a Parigi, a scegliere il nome del nuovo bitter: aveva sentito tante volte i francesi dire "apéro" per abbreviare "apéritif", e ha deciso di italianizzarlo in Aperol. La ricetta, ancora oggi segreta, nasce dall'infusione in alcol di arance, erbe tra cui il rabarbaro, e radici, ed è rimasta sostanzialmente invariata da allora. Dal 2003 il marchio fa parte del Gruppo Campari, che ne ha mantenuto intatta l'identità pur portandolo su scala globale.
Più di un ingrediente per lo Spritz
Aperol resta l'ingrediente base dello Spritz più diffuso al mondo, ma la sua gradazione bassa e il gusto dolceamaro lo rendono adatto anche ad altri usi: un twist con succo d'arancia fresco, o come base per cocktail estivi meno noti dello Spritz classico. Trovi diverse ricette tra le nostre proposte per cocktail e aperitivi. Ordina gli ingredienti per i tuoi Spritz nella nostra enoteca online.