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SANNIO FIANO

Il Fiano è lo stesso vitigno sia ad Avellino che nel Sannio, ma il suolo sotto le radici è radicalmente diverso. Le vigne irpine crescono su tufo, argilla e piroclastiti vulcaniche a quote tra i 400 e i 700 metri, in un clima fresco che produce acidità marcata e una tensione minerale che richiede anni per aprirsi. Le vigne del Sannio beneventano crescono invece su argille calcaree a quote più basse, in un clima mediamente più mite: il risultato è un Fiano più rotondo, con meno tensione acida, profumi immediati di pera matura, fiori bianchi e mandorla, e una morbidezza che lo rende di facile approccio già al rilascio. Non è una versione inferiore del Fiano di Avellino: è una versione pensata per un consumo diverso, quotidiano e senza cerimonie.

Il Sannio DOC: la denominazione più ampia della Campania vitivinicola

La DOC Sannio, che copre gran parte della provincia di Benevento, include numerose tipologie oltre al Fiano: Aglianico, Falanghina, Greco, Coda di Volpe, e diversi blend. Questa ampiezza è sia un punto di forza che una complessità da navigare: la qualità varia molto in base al produttore e alla zona specifica all'interno della provincia. Per orientarsi, il Fiano del Sannio prodotto nelle aree collinari più alte, dove l'escursione termica è più marcata, tende ad avere più struttura e meno evidenza fruttata. Le versioni di pianura sono invece più semplici e immediate. La pagina Fiano su Tannico raccoglie le etichette selezionate tra le versioni più rappresentative, permettendo il confronto diretto tra i diversi stili campani.

A tavola: abbinamenti per un bianco versatile e senza pretese

Servire a 10-12°C, entro due anni dalla vendemmia per le versioni base. Il Sannio Fiano funziona con piatti di mare delicati, frittura di paranza, pasta con vongole o cozze, mozzarella fresca, formaggi a pasta molle. Non va sovraccaricato con abbinamenti troppo complessi: la sua forza è la leggerezza, la bevibilità, la freschezza. Per chi è alle prime armi con il Fiano campano, questa è la bottiglia da stappare prima, tenendo in cantina l'Avellino per quando si è pronti ad affrontare un vino che chiede attenzione e tempo.

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