La Falanghina non è un vitigno solo: il DNA ha dimostrato che la Falanghina Flegrea, quella dei Campi Flegrei, e la Falanghina Beneventana, diffusa nelle zone interne della Campania, sono due varietà geneticamente distinte, non cloni dello stesso vitigno. Non è una sfumatura accademica: si sente nel bicchiere. L'Irpinia Falanghina DOC, riconosciuta nel 2003 per le produzioni della provincia di Avellino, usa il biotipo Beneventano su suoli argilloso-calcarei a quote che in alcune zone superano i 700 metri, come a Fontanarosa e Mirabella Eclano. Quota, clima più fresco e suolo diverso producono una Falanghina di corpo più pieno, profumi più intensi e una struttura che regge l'affinamento, cose rare nelle versioni di pianura.
Altitudine e vendemmia tardiva: perché l'Irpinia cambia il profilo della Falanghina
Le vigne dell'Irpinia vengono vendemmiate a fine settembre o nella prima decade di ottobre, due o tre settimane più tardi rispetto ai Campi Flegrei. Questo allungamento del ciclo è la conseguenza diretta delle temperature più basse in quota: il frutto matura più lentamente, accumula aromi primari complessi, pesca gialla, mandorla, fiori di campo, e conserva un'acidità che nelle versioni di pianura è spesso insufficiente. Quintodecimo con la "Via del Campo", prodotta da vecchie vigne a Mirabella Eclano con fermentazione parziale in barrique, dimostra quanto l'Irpinia possa spingere questo vitigno verso la complessità. Ma anche le versioni base, vinificate in acciaio e pronte dai dodici mesi, mostrano già una personalità più definita rispetto alla media. Per confronto diretto con altre Falanghine campane, la selezione Tannico copre tutti i territori.
Come berla e con cosa abbinarla a tavola
Le versioni base si bevono entro i tre anni, fresche e fruttate, a 10-12°C. Le selezioni con affinamento sur lies o breve legno reggono quattro o cinque anni e sviluppano note mielate e sapide che chiamano abbinamenti di maggior peso. Frittura mista napoletana, pasta e fagioli con le cozze, alici marinate di Cetara, mozzarella di bufala con pomodoro del piennolo: sono gli abbinamenti che la cucina campana ha costruito per questo vitigno in secoli di pratica. Fuori dalla regione funziona bene con risotti di pesce, formaggi freschi e carni bianche in salsa leggera.