ALMANSA

Almansa è una delle denominazioni spagnole meno conosciute in Italia, eppure ha un carattere difficile da replicare altrove. Siamo a cavallo tra Castilla-La Mancha e la Comunità Valenciana, nella provincia di Albacete, su un altopiano che va dai 600 ai 1000 metri di altitudine. Il clima è estremo: inverni freddi, estati calde e secche, escursioni termiche tra giorno e notte che mantengono freschezza nei vini. Il vitigno protagonista è la Garnacha Tintorera, nota anche come Alicante Bouschet: creata nel 1866 dall'agronomo francese Henri Bouschet incrociando Petit Bouschet e Garnacha, è l'unica uva da vino al mondo con la polpa colorata, non solo la buccia. Quella caratteristica dona ai vini di Almansa colori intensissimi e una struttura che poche zone mediterranee riescono a eguagliare.

Garnacha Tintorera, Monastrell e Cencibel: cosa cambia in etichetta

Il disciplinare di Almansa ammette tre vitigni principali: Garnacha Tintorera (obbligatoria in percentuale minima), Monastrell (il Mourvèdre spagnolo) e Cencibel (il Tempranillo locale). I vini con prevalenza di Garnacha Tintorera sono i più scuri e ricchi, con frutti neri maturi, spezie dolci, tannini presenti ma morbidi per l'altitudine della zona. Quelli con una quota di Monastrell aggiungono note di erbe mediterranee e pepe. Il blend con Cencibel si avvicina ai rossi della Rioja, con più freschezza e acidità. Bodegas Atalaya, con il suo "Laya" (Garnacha Tintorera 70% e Monastrell), è il nome che ha portato Almansa sul mercato italiano in modo più visibile, con il progetto dei Gil Family Estates. Bodegas Piqueras, cantina storica dal 1915, è invece il riferimento per le versioni più tradizionali, da vigne antiche. Per confrontare il carattere della Monastrell in una denominazione diversa, i rossi di Jumilla offrono un profilo simile ma con un terroir più costiero.

Con cosa abbinarlo e quando berlo

I rossi di Almansa si servono a 16-18°C. Le versioni giovani e fruttate, senza o con poco legno, funzionano con pasta al ragù, carne alla griglia, salsicce al forno, stufati di legumi. Le versioni con affinamento in legno reggono la selvaggina, l'agnello arrostito, i formaggi stagionati. In Spagna l'abbinamento classico è con il gazpacho manchego (uno stufato di selvaggina locale, niente a che fare con il gazpacho freddo) e con le carni alla brace. La Garnacha Tintorera ha un'alcolicità naturale elevata, spesso 14-15 gradi, che si percepisce ma non disturba grazie all'altitudine e alla freschezza residua. Apritela almeno 30 minuti prima di servire.

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