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NOBILE DI MONTEPULCIANO

Nel 1549 il cantiniere di Papa Paolo III lo definisce "vino perfetto". Nel 1685 Francesco Redi lo incorona "re dei vini" nel suo Bacco in Toscana. Nel 1980 diventa una delle prime quattro DOCG d'Italia. Il Vino Nobile di Montepulciano porta con sé una reputazione costruita su cinque secoli — ma la ragione per berlo oggi non è storica: è che su suoli più argillosi di quelli di Montalcino e del Chianti Classico, il Prugnolo Gentile (il clone locale di Sangiovese) produce un rosso di struttura rara, capace di invecchiare a lungo e di collocarsi stilisticamente a metà strada esatta tra Chianti Classico e Brunello di Montalcino.

Le 12 pievi e i due stili: come leggere l'etichetta

Dal 2024 le etichette del Vino Nobile possono riportare il nome di una delle 12 pievi — sottozone geografiche identificate sulla base di ricerche geologiche, i cui confini coincidono in gran parte con quelli di dodici parrocchie registrate nel Settecento. È un sistema analogo alle MGA del Barolo, ancora da scoprire per la maggior parte degli appassionati. A livello di stile, convivono due anime: quella tradizionale, con Sangiovese in purezza o con Canaiolo, affinata in grandi botti di rovere slavone, che richiede pazienza ma restituisce complessità e longevità notevoli; e quella moderna, con varietà internazionali come Cabernet Sauvignon o Merlot fino al 30% e affinamento in barrique nuove, che ha dominato dagli anni Novanta ma sta perdendo terreno perché produce vini meno riconoscibilmente Nobile. I produttori più seri stanno tornando alla prima strada.

Nobile, Riserva o Rosso di Montepulciano: quando aprire quale

Il Vino Nobile base richiede almeno due anni di invecchiamento (uno in botte) e si beve idealmente dai quattro-cinque anni in poi: carni rosse importanti, cacciagione, pasta al ragù di cinghiale, pecorino stagionato. La Riserva sale a tre anni minimi e guadagna in complessità e persistenza — da acquistare in anticipo e lasciare riposare. Se cerchi un'introduzione alla denominazione senza attendere anni, il Rosso di Montepulciano, rilasciabile già da marzo dell'anno successivo alla vendemmia, è lo stesso territorio, la stessa uva, bevuta giovane: più agile, meno complessa, ottima come porta d'ingresso per poi salire.

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