GAJA

Cantina — Langhe, Piemonte

Che darmàgi: il Cabernet tra i Nebbioli

Barbaresco (CN)  ·  Barbaresco DOCG  ·  Barolo DOCG  ·  Langhe DOC

Territorio

Langhe, Bolgheri, Montalcino

Vitigni principali

Nebbiolo, Cabernet Sauvignon, Sangiovese

Vino icona

Sorì Tildin, Sperss

Negli anni '70, Angelo Gaja piantò Cabernet Sauvignon nel cuore delle Langhe, dove tutto è Nebbiolo. Suo padre Giovanni passò davanti al vigneto e commentò in piemontese: "darmàgi", che peccato. Angelo fece di quella disapprovazione un'etichetta, e il Darmagi è diventato uno dei vini più riconoscibili d'Italia. Racconta perfettamente la filosofia Gaja: provocare, poi dimostrare nel bicchiere. Dalla fondazione nel 1859, la famiglia ha costruito il marchio più celebre del Barbaresco, poi si è espansa a Barolo, Bolgheri e Montalcino, mantenendo sempre la stessa logica: vitigno giusto, vigna giusta, nessun compromesso.

I tre Sorì e la scelta che ha diviso Langa

Sorì Tildin, Sorì San Lorenzo e Costa Russi sono tre vigneti singoli nel comune di Barbaresco. Nel 1999, Angelo annunciò la declassificazione di tutte e tre da Barbaresco DOCG a Langhe Nebbiolo DOC, per consentire l'aggiunta di una piccola percentuale di Barbera al blend: una mossa che fece scalpore. Il produttore più importante della denominazione sceglieva deliberatamente di uscirne. La Barbaresco DOCG è stata ripristinata in etichetta successivamente, con la nuova generazione della famiglia alla guida. Accanto ai cru di Langa, la cantina produce due Barolo di grande struttura: Sperss, primo millesimo 1988, e Conteisa.

Come orientarsi nei vini Gaja

La gamma parte dal Barbaresco base, punto di ingresso più accessibile come prezzo nella gamma. I tre Sorì sono il cuore produttivo: il San Lorenzo è il più austero, il Costa Russi il più elegante, il Tildin il più concentrato. Sperss e Conteisa sono i Barolo: imponenti ma mai pesanti, da aprire dopo almeno dieci anni. Fuori dal Piemonte, Ca' Marcanda a Bolgheri (Promis, Magari, Camarcanda) offre la visione Gaja applicata al Cabernet e al Merlot, mentre Pieve Santa Restituta a Montalcino produce Brunello dal 1993. Nessun vino dell'azienda è pensato per essere bevuto giovane: anche il Barbaresco base guadagna da cinque anni in poi.

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