Guida Tannico
I vitigni bianchi italiani
I principali tipi di uva bianca della penisola, spiegati uno per uno
L'Italia ha l'imbarazzo della scelta in fatto di vini bianchi, e davanti a una carta dei vini orientarsi non è facile. Questa guida fa il giro dei principali tipi di uva bianca italiana: per ognuno trovi una scheda con regione, denominazione, profilo nel bicchiere e abbinamento, accanto all'approfondimento sul suo carattere e la sua storia.
Qual è il vitigno bianco più coltivato in Italia?
Il primato spetta al Trebbiano, o meglio alla famiglia dei Trebbiani, che raccoglie varietà diverse come il Toscano, il Romagnolo, il Giallo e il Trebbiano d'Abruzzo. La sua diffusione capillare nasce dalle rese generose, che ne hanno fatto per decenni un'uva da taglio, ad esempio nel Chianti di un tempo. Oggi vive una rinascita: grazie al lavoro di viticoltori come Emidio Pepe in Abruzzo, alcune sue versioni siedono al tavolo dei grandi bianchi italiani, con bella acidità, potenziale di invecchiamento e profumi di pera, mela verde e fiori.
Gli altri tipi di uva bianca italiana
Dal nord al sud, i vitigni a bacca bianca che contano davvero. Una scheda per ciascuno.
Friuli e Alto Adige
Denominazione
Pinot Grigio del Friuli, Alto Adige DOC
Nel bicchiere
agrumiseccoleggero
Da abbinare a
Aperitivo, antipasti di mare, primi delicati.
Secondo vitigno bianco più coltivato d'Italia e ormai un successo anche negli Stati Uniti, il Pinot Grigio ha in realtà origine francese: è una mutazione del Pinot Nero, e a rigore andrebbe chiamato Pinot Gris. In Italia ha trovato un territorio d'elezione in Alto Adige e Friuli, dove assume un profilo più leggero, secco e agrumato rispetto alla Francia. Si è poi diffuso in Veneto, Trentino e Lombardia, diventando uno dei bianchi italiani più esportati per la sua bevibilità.
Sicilia
Denominazione
Etna Bianco, Alcamo, base del Marsala
Nel bicchiere
frutta tropicaleagrumistruttura
Da abbinare a
Pesce azzurro, cucina siciliana di mare.
Uno dei vitigni storici e identitari della Sicilia, probabilmente introdotto in epoca antica da Greci o Fenici; il nome potrebbe derivare dal latino "catarrhactus", cascata, per l'abbondanza dei grappoli. Coltivato in tutta l'isola, soprattutto nel Trapanese, sia in purezza sia con Grillo e Inzolia, dà vini di buona struttura con note di frutta tropicale e agrumi, ed è tra i protagonisti della DOC Alcamo e dell'Etna Bianco. La variante Lucido entra nel Marsala.
Veneto
Denominazione
Soave, Gambellara, Recioto di Soave DOCG
Nel bicchiere
frutta biancamandorlafiori
Da abbinare a
Risotti, pesce di lago, verdure gratinate.
Autoctono del Veronese, la Garganega è tra i vitigni italiani più antichi, con origini di epoca romana. È il vitigno principale del Soave, dove vale almeno il 70% dell'uvaggio, ed è coltivata anche a Gambellara, nei Colli Berici e nel Custoza. Dà vini di buona struttura con note di frutta bianca, fiori e mandorla; nella versione passita firma il Recioto di Soave e il Recioto di Gambellara DOCG.
Lazio ed Emilia
Denominazione
Frascati, Colli Piacentini DOC
Nel bicchiere
frutta esoticafiori bianchiaromatico
Da abbinare a
Antipasti, fritti, cucina speziata.
Di origine greca, la Malvasia di Candia prende il nome da Monemvasia e fu introdotta in Italia nel Duecento da Venezia attraverso Creta (anticamente Candia). Diffusa nel centro-sud, dal Lazio alla Puglia, in purezza o con Trebbiano e Grechetto, dà vini aromatici di buona struttura con note di frutta esotica, agrumi e fiori bianchi. È tra i protagonisti del Frascati e dei Colli Piacentini.
Veneto e Friuli
Denominazione
Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene DOCG
Nel bicchiere
melafiorispuma vivace
Da abbinare a
Aperitivo, fritture, sushi.
Originariamente questo vitigno si chiamava "Prosecco", dal nome della località vicino a Trieste; per evitare confusione con la denominazione è stato poi rinominato Glera. Coltivato soprattutto nel Trevigiano e nel resto del Veneto oltre che in Friuli, è la base della DOC Prosecco e della DOCG Conegliano Valdobbiadene. Dà spumanti freschi con spuma vivace e note di mela, pera, agrumi e fiori bianchi; il successo del Prosecco lo ha reso uno dei vitigni italiani più noti al mondo.
Friuli
Denominazione
Collio, Colli Orientali del Friuli DOC
Nel bicchiere
agrumimela verdeminerale
Da abbinare a
Crudi di pesce, formaggi freschi; le versioni macerate reggono piatti speziati.
Vitigno di grande tradizione friulana, la Ribolla Gialla ha conosciuto una riscoperta nel Collio e nei Colli Orientali, con sperimentazioni sulla macerazione sulle bucce e l'affinamento in anfora. Oltre confine, in Slovenia, è coltivata nel Brda con il nome di Rebula. Dà vini di buona acidità con note di agrumi, mela verde, erbe aromatiche e mineralità, vinificabili in acciaio, in legno e anche come metodo classico.
Marche
Denominazione
Castelli di Jesi, Matelica DOC
Nel bicchiere
frutta giallamandorla amarasapido
Da abbinare a
Brodetto di pesce, primi di mare, pollo.
Tra i bianchi più rappresentativi delle Marche, il Verdicchio è citato già dal Trecento e deve il nome al colore verde-giallo delle bacche. Si coltiva nei Castelli di Jesi, dove dà vini di struttura con la classica chiusura di mandorla amara, e a Matelica, area montana interna che esprime più freschezza, longevità e mineralità. È uno dei pochi bianchi italiani con vera attitudine all'invecchiamento.
Sardegna, Liguria, Toscana
Denominazione
Vermentino di Gallura DOCG
Nel bicchiere
agrumimacchia mediterraneasalino
Da abbinare a
Pesce alla griglia, crostacei, pesto.
Diffuso tra Sardegna, Liguria e Toscana, il Vermentino è il bianco mediterraneo per eccellenza, con la sua unica DOCG nel Vermentino di Gallura. Dà vini dal profilo agrumato e dalla nota di macchia mediterranea, con una sapidità salina che richiama il mare. È il compagno naturale del pesce alla griglia e dei crostacei.
Campania
Denominazione
Fiano di Avellino, Greco di Tufo DOCG
Nel bicchiere
nocciolapietra focaialongevi
Da abbinare a
Pesce strutturato, mozzarella di bufala, carni bianche.
Sono i due grandi bianchi della Campania, entrambi capaci di invecchiare a lungo. Il Fiano di Avellino evolve verso note di nocciola e miele; il Greco di Tufo mostra un profilo di pesca e pietra focaia, con sentori fumè da maturo. Due espressioni dei suoli vulcanici e calcarei dell'Irpinia.
Sicilia e Alto Adige
Denominazione
Sicilia DOC, Alto Adige DOC
Nel bicchiere
agrumilitchida secco ad aromatico
Da abbinare a
Couscous di pesce; il Gewürztraminer su cucina speziata e formaggi erborinati.
Due profili opposti per chiudere. Il Grillo, siciliano e storicamente legato al Marsala, oggi dà bianchi secchi pieni e agrumati, tutelati al punto che il nome non può comparire su etichette non DOC. Il Gewürztraminer dell'Alto Adige è invece l'aromatico per eccellenza, riconoscibile per i profumi di litchi e rosa.
Vuoi continuare? Abbiamo scritto anche una guida ai principali vitigni bianchi francesi.