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Provenza e Salento: terre di rosé

Provenza e Salento:
terre di rosé

Due regioni mediterranee a confronto

Antichi, dimenticati, bistrattati, poi tornati in e apprezzati da conoscitori e appassionati: i vini rosati sono entrati ormai di diritto nelle tipologie di vini principali. Scopriamo due denominazioni tra le più popolari al mondo: Provenza e Salento a confronto.


Rosé famosi in tutto il mondo

Château d'Esclans


Château d’Esclans si trova nel cuore della Provenza, in un luogo eccezionale con il Mediterraneo sullo sfondo.

Alcuni dei Rosé più famosi al mondo, come Whispering Angel e Garrus, nascono proprio in questa tenuta, grazie a metodi di vinificazione innovativi che hanno rivoluzionato lo stile dei Rosé provenzali.

La proprietà si estende su 427 ettari, di cui 140 di vigneti, nella Valle d’Esclans e sulle colline di Draguignan. Nelle zone pianeggianti si trovano le vigne più giovani, mentre sulle colline, con l’aumentare dell’altitudine, aumenta anche l’età delle piante, fino ad arrivare anche a 100 anni di età.

Vino consigliato:
Côtes de Provence Rosé "Whispering Angel"

Esclans

             21,00 €

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Leone de Castris

Si deve a Leone de Castris il primo rosato imbottigliato d’Italia nel 1943, il celebre Five Roses. Questo spirito pionieristico continua ad animare la produzione dei rosati della cantina, che puntano a coniugare l'espressione autentica del territorio salentino con uno stile fresco e moderno. I vigneti, principalmente a Negroamaro, beneficiano di un clima caldo mitigato dalle brezze marine, donando ai vini una piacevole salinità e una costante fragranza nel tempo.

L'approccio in cantina privilegia uno stile giovane e immediato, ottenuto grazie a una vinificazione attenta e all'uso di lieviti selezionati, per esaltare al meglio il corredo aromatico delle uve.

Il successo dei rosati Leone de Castris, con il Five Roses in testa, ha valicato i confini nazionali, conquistando estimatori in tutto il mondo.

Vino consigliato:
Salento Rosato Igt "Five Roses Anniversario"

Castris



             13,90 €

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Castris


Artigiani e vigneron

Mas de Cadenet


“Il Mistral è un ottimo partner per la viticoltura, anche se in Provenza diciamo che rende folli.” - Maud Negrel

Il famoso Maestrale è importantissimo per la viticoltura in Provenza, specialmente per chi come Mas de Cadenet lavora esclusivamente in biologico. È lui che soffia sempre dopo la pioggia, asciuga le vigne e previene le muffe.

I Negrel sono una delle più antiche famiglie di vigneron della Provenza, e noi abbiamo il piacere di importare i loro vini in esclusiva. Mas de Cadenet si trova in un terroir molto speciale in Provenza, ai piedi della montagna Sainte Victoire. Le parcelle sono coperte per più del 60% da ghiaia calcarea e la coltivazione biologica permette di trascrivere questa mineralità nei vini.

Vino consigliato:
Côtes de Provence Sainte Victoire Rosé "Mas de Cadenet"

Cadenet

             15,00 €

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Michele Calò

La famiglia Calò rappresenta la tradizione del rosato salentino in modo classico e vero. Sono infatti una delle poche cantine in Italia la cui produzione di punta è quella dei vini rosati. La cantina si trova a Tuglie, a due passi da Gallipoli, con vigneti anche ad Alezio, Parabita e Sannicola.

Grazie a un'accurata selezione di Negramaro e Malvasia Nera, seguita da una complessa vinificazione "a lacrima", ottengono rosati di massima tipicità e dall'avvincente mediterraneità.

Vino consigliato:
Salento Rosato Igp "Mjère"

chablis



            13,00 €

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piuze


Due modi di interpretare
la tradizione del territorio

Domaines Ott


“Abbiamo scelto da tempo la strada del tempo artigianale nella creazione dei nostri vini.” - Jean-François Ott

Domaines Ott, tre tenute gestite dalla famiglia Ott tra le Côtes de Provence e Bandol, hanno contribuito all’immagine stessa del rosé provenzale.

Fondata nel 1896 da Marcel Ott, le nuove generazioni continuano a perseguire una viticoltura rispettosa dell'ambiente e dei ritmi naturali, oggi certificata biologica.

I rosé Ott, espressione contemporanea di una tradizione senza tempo, sono prodotti principalmente da uve Mourvèdre, Grenache e Cinsault. Vinificati con cura artigianale, colpiscono per finezza, complessità aromatica e straordinaria capacità evolutiva.

Custodi di un patrimonio secolare ma sempre proiettati al futuro, i Domaines Ott continuano a scrivere, la storia dei rosé di Provenza.

Vino consigliato:
Cotes de Provence Rosé “BY OTT”

Ott

            26,00 €

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San Marzano

San Marzano è un fedele interprete della tradizione, ma lo fa con un twist personale. I rosati della cantina infatti vengono prodotti con Primitivo e Susumaniello.

Maestra di queste uve autoctone, più spesso vinificate in rosso, San Marzano conosce molto bene le loro potenzialità diverse. Tutto sta nella scelta delle parcelle, infatti il Primitivo destinato al rosato Tramari viene selezionato per la sua freschezza e il suo lato sofisticato.

Anche il Susumaniello, che di solito si sposa nei blend con il Negramaro, è un’uva storica del territorio e San Marzano gli dà un ruolo di solo e unico protagonista nel rosato Amai.

Vino consigliato:
Salento Primitivo Rosé Igp "Tramari"

marzano



            12,50 €

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piuze

Premium come un rosé

I vini rosé sono stati a lungo vittime di una cattiva reputazione, che si è venuta a creare negli anni della quantità sopra la qualità. Fortunatamente non è più così, infatti un articolo molto citato del 2017 su The Guardian spiega che, se in parte il boom degli ultimi anni dei rosé può essere dovuto al loro lato molto instagrammabile, questo non basta a spiegare il loro grande successo.

The Guardian nota come i Millennials, generalmente consumatori molto attenti e consapevoli, siano diventati ambasciatori della tipologia e questo è potuto succedere solo grazie all’incremento della qualità dei vini stessi e alla loro premiumizzazione.

In principio era… il rosé di Provenza

Non tutti sanno che è la Provenza il più antico vigneto francese. La vite arriva a Marsiglia nel VI a.C. portata dai Focesi, che ne producevano un vino di colore naturalmente chiaro. La tradizione francese dei vini rosé germina lì, per poi fiorire nei secoli successivi, diventando parte integrante della cultura mediterranea della regione.

Quattro cose da sapere sul terroir provenzale

Quando si parla di rosé provenzali ci sono quattro punti da tenere a mente per fare bella figura in una qualsiasi conversazione sul tema.

Il tipo di terreno varia nel vignoble de Provence, che si estende per ben 200 km da Arles a Nizza, nel sud-est della Francia. Coesistono due grandi gruppi geologici, uno calcareo nella parte ovest e nord del vigneto e l'altro, scistoso e in alcuni punti vulcanico nel lato est, rivolto verso il mare.

Si tratta di una zona ventosa. In una regione in cui d’estate si raggiungono facilmente i 40 gradi, il Mistral - Maestrale - gioca un ruolo chiave nel clima. Vento particolarmente secco, aiuta a rinfrescare il vigneto, ma soprattutto a mantenerlo asciutto e sano, proteggendolo così dalle malattie legate all'umidità.

Le ore di luce adatte per la viticoltura, ovunque sia, si attestano almeno attorno alle 1400 l’anno. Si pensi che in Italia la denominazione con il numero più alto è quella di Bolgheri con quasi 2000. In Provenza si arriva alle 2800 ore di luce l’anno. Questo garantisce una sempre completa maturazione delle uve.

Più di una dozzina di vitigni possono entrare nell’assemblaggio, di cui i principali sono Grenache, Mourvèdre, Syrah, Cinsault, ma anche Tibouren, e dagli anni ‘70 il Cabernet Sauvignon.

Salento, culla dei rosati d’Italia

Se bere rosa in Francia è la cosa più normale del mondo, tant’è che una bottiglia su tre consumata è di rosé, gli italiani hanno cominciato a riconoscere il valore della categoria solo a partire dagli anni ‘90. Pur avendo in realtà una tradizione lunga secoli di questo tipo di vinificazione, il primo rosé imbottigliato in Italia è del 1943.

Oltre al fatto che la Puglia produce da sola circa il 40% di tutti i rosati italiani, abbiamo scelto il Salento per rappresentare il team del Belpaese poiché è qui, nel tacco d’Italia, dove si fa ufficialmente iniziare la tradizione dei rosati nostrani.

Una terra magica tra Mar Adriatico e Ionio

La penisola salentina, essendo circondata su quasi tutti i lati dal mare, è inscindibile dagli effetti delle brezze marine. Chi ci va spesso in vacanza sa bene che uno dei criteri principali per la scelta della spiaggia dipende ogni giorno da quale vento sta soffiando.
In maniera non diversa dalla Provenza, anche qui il vento e il sole contribuiscono alla salubrità delle uve.

Tipico del Salento è il metodo di vinificazione in rosa chiamato “a lacrima”. Si sottopongono a delicata pigiatura le uve nere in modo da farle, appunto lacrimare. Con questa tecnica si ottiene il mosto fiore da avviare alla fermentazione alcolica, senza ulteriore contatto con le bucce.

Stranamente, ma non tanto, la maggior parte dei produttori preferisce etichettare i rosati in Igt. Altre denominazioni comprendono la tipologia rosata, ma leggere Salento Rosato Igt in etichetta è tendenzialmente più evocativo per i consumatori.

In questa terra magica il sole, il mare e il vento creano le condizioni ideali per i vitigni a bacca rossa: uno su tutti, il Negramaro. È questa la varietà principale per il rosato salentino, ed è spesso accompagnata da una piccola percentuale di Malvasia Nera Leccese nel blend.


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