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Definire esattamente che cosa siano i vini naturali non è facile, si tratta però di dicitura talmente diffusa tra appassionati ed addetti ai lavori che non è possibile in alcun modo ignorarla. Generalizzando si potrebbe affermare che siano vini prodotti “oltre” le certificazioni, sopratutto biologiche, in parte biodinamiche. Le norme europee in fatto di bio hanno infatti maglie molto larghe, e non sono pochi quei produttori che hanno deciso, pur avendo tutti i titoli per farne parte, di allontanarsi da un regolamento considerato troppo generico, troppo poco stringente. I produttori naturali sono quelli che in vigna non usano alcun tipo di diserbante, di pesticida, in generale di prodotti di sintesi chimica. Sono quelli che in cantina non usano additivi enologici, la legge ne autorizza numerosissimi, che non utilizzano lieviti selezionati e che prevedono solamente un utilizzo molto limitato di anidride solforosa. Da questo tipo di approccio nascono vini tutt’altro che standardizzati, spesso molto espressivi, a volte straordinari. Vini vivi, che nell’abbinamento con il cibo trovano la loro dimensione più compiuta. Non solo, in questo contesto il produttore assume il ruolo di custode e di interprete, mai di artefice. Vini quindi che possono rappresentare la più autentica interpretazione di un territorio, scopriamone qualcuno.