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E’ un vino dagli aromi inconfondibili di agrumi e foglia di pomodoro, che cambia nel calice in base alla zona di produzione. Il Sauvignon Blanc è tra le uve più coltivate al mondo, presente a tutte le latitudini dalla Francia al Cile, fino all’ultimo lembo di terra neozelandese. Un bianco eccezionale, come il Pouilly Fumé “Mademoiselle de T” di Château de Tracy, che ha varcato i confini francesi per arrivare a casa vostra, dove potrete abbinarlo a dei piccoli assaggi di mare, da un semplice sashimi fino alle capesante gratinate. Se preferite rimanere in patria potete assaggiare il Vigneti delle Dolomiti Sauvignon IGT di Ferruccio Simoni, che piace per i profumi di erbe aromatiche e la fresca beva, che vi consigliamo di bere come aperitivo, piluccando degli stuzzichini davanti alla televisione. D’altra parte il Sauvignon Blanc è un vino per certi versi bizzarro, che non può lasciare indifferenti. Se nella Valle della Loira, sua terra di massima elezione, questo bianco si esprime con note minerali di pietra focaia conferite dalle rocce calcaree e dai fossili che ne compongono i terreni; in Nuova Zelanda il Sauvignon vira verso decisi sentori di pompelmo, riconoscibili anche dai “nasi” meno esperti. In Cile questo vino tende talvolta verso note più speziate, perdendo quella freschezza che lo caratterizza, a causa sia del clima caldo che dell’affinamento in legno. E in Italia? Il Sauvignon si esprime bene in territori collinari dove può godere di buone escursioni termiche giorno-notte, che fissano gli aromi nella buccia dell’uva (i terperni). In Friuli, Alto Adige e Trentino, quindi, questo bianco si caratterizza per avere un bouquet di erbe aromatiche e frutti gialli, che - assieme alla tipica freschezza gustativa - lo rendono uno splendido compagno a tutto pasto.

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