Quando dici penisola iberica, dici tempranillo e vini liquorosi. Spagna e Portogallo, infatti, sono i maggiori produttori del tempranillo, un vitigno autoctono utilizzato principalmente in assemblaggio con altre uve locali, che dà vini piacevoli e dall’ottima beva. Sul fronte dei liquorosi, invece, la Spagna è la patria dello Sherry, un vino di carattere che ha trovato la propria fortuna con l’esportazione verso la Gran Bretagna e l’America. Il metodo solera, caratteristico del territorio di Jerez, è nato infatti per conservare i vini durante i lunghi viaggi transoceanici. Questo metodo prevede di avere tre livelli di botti scolme contenenti annate diverse, dalla più giovane alla più vecchia, disposte lungo una linea piramidale. Il vino più giovane passa periodicamente dal livello più alto al più basso, arricchendosi di aromi, grazie alla presenza delle annate più vecchie. Ogni anno una quantità compresa tra il 10% e il 40% del vino, presente nel livello più basso, viene imbottigliato. Il Porto invece proviene dalla regione del Douro, in Portogallo, ed è prodotto con una fermentazione incompleta, bloccata con l’aggiunta di alcol, che lo rende naturalmente dolce. Il Madeira, invece, nato sull’omonima isola, è caratterizzato da un tipico sapore dolce-amaro, dovuto al suo riscaldamento per circa tre mesi nelle cosiddette “estufas”, a temperature che oscillano tra i 40°e 50°C.

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