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Era gia noto a fine ‘800 che il nebbiolo nella zona di Barbaresco avesse caratteristiche molto diverse dalle altre zone del Piemonte. Per questo il Preside della scuola regia di enologia di Alba, residente appunto a Barbaresco, decise di riunire alcuni viticoltori e produttori per fondare una cantina sociale che potesse produrre un vino differente, visto e considerato che le uve nebbiolo di quella zona iniziavano a confluire nell’allora emergente Barolo. La cantina durò tuttavia fino all’epoca fascista, quando dovette chiudere. Passato il dopoguerra il parroco di Barbaresco decise di rifondare la cantina sociale del paese con il nome “Produttori del Barbaresco”, riunendo una ventina di viticoltori. La "Produttori del Barbaresco" conta oggi 56 membri e dispone di circa 100 ettari di vigneti, esclusivamente con Nebbiolo, pari a circa 1/6 dell'intera zona di origine.

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