Bistrattati per anni, i vini autoctoni stanno vivendo un vero e proprio momento di rinascita. Un interesse che è cresciuto grazie alla curiosità degli appassionati stanchi di avere nel calice gli aromi e le sensazione di uve internazionali già note. Schiava, Ribolla, Arneis, Lambrusco e Vermentino ligure sono alcune di queste emozionanti espressioni locali, vini che descrivono il complesso mosaico enologico del nostro territorio. La Schiava è sinonimo di Alto Adige, un rosso dal colore scarico che rappresenta circa un quarto di tutta la produzione della regione. Fresco e dal bouquet floreale, questo vino piace per l’incredibile versatilità nell’abbinamento, che gli consente voli pindarici che vanno dagli affettati alle zuppe di pesce, dalle carni bianche ai formaggi freschi. Tra quelli che non puoi proprio perdere c’è la Schiava di Elena Walch, dagli aromi di viola e fragolina di bosco, sorso leggero e piacevole, da provare con un ricco piatto di speck. Se preferisci i bianchi dagli aromi delicati, ti suggeriamo di provare una buona Ribolla, scegliendo senza indugio quella di Dario Coos, minerale e agrumata, dal sorso finissimo. Questo bianco friulano è presente quasi esclusivamente nella zona dei Colli Orientali, spesso interpretato sia nella versione ferma, che spumantizzata grazie all’acidità spiccata del vitigno. Ugualmente delicato, segnato da aromi floreali, l’Arneis è un altro bianco autoctono estremamente rappresentativo, presente principalmente nella zona del Roero. In una terra di grandi rossi, l’Arneis ha dovuto lottare per affermare la sua fama, tanto che solo negli ultimi anni è tornato alla ribalta, grazie alla caparbietà di alcuni produttori che ne hanno migliorato la qualità con l’utilizzo di alcuni cloni selezionati. Tra i vini liguri più amati c’è il Vermentino, un bianco di origine medio-orientale dagli aromi di timo, rosmarino e albicocca, che si sposa perfettamente con i piatti di pesce e verdure. Più delicato ed elegante di quello sardo, questo autoctono luminoso è perfetto con un buon piatto di trenette al pesto. Il Lambrusco, infine, è un passepartout a tutto pasto, simbolo indiscusso dell’Emilia, dagli aromi di viola, piccoli frutti rossi, sorso brioso e beverino. Non vi rimane che scoprire la sfaccettata anima di tutti questi vini. Gli autoctoni sono già nel calice, pronti all’assaggio?

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