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Sono vini argentini che vengono da regioni estreme, collocate ai confini del mondo. Una selezione dedicata a tutti gli appassionati dei territori vinicoli eccezionali, come Salta, Mendoza e la Patagonia. Le Valli Calchaquíes, della provincia di Salta, si trovano all’estremo nord dell’Argentina dove la vite è coltivata tra i 1500 e i 2000 metri s.l.m., un’altitudine “limite” per la sua sopravvivenza. Il vitigno che si è conquistato faticosamente spazio in questo territorio estremo è il torrontés, da cui nasce un bianco aromatico che può ricordare il moscato, una lontana parentela confermata anche da recenti analisi genetiche. Questo vino secco è coltivato anche in altre regioni argentine, ma quello di Salta ci piace particolarmente perché, grazie all’altitudine e alle escursioni termiche, si esprime con aromi intensi e una freschezza spiccata. Mendoza, col suo clima semidesertico, è la patria del Malbec, un vitigno francese che in questa zona ha trovato una terra d’elezione eccezionale. Si deve all’enologo Michel Aimé Pouget, in fuga dalla Francia di Napoleone III, la coltivazione del Malbec, introdotto a Mendoza nella seconda metà dell’Ottocento. Questo vitigno si giova del clima di Mendoza, caratterizzato da brezze secche e un’insolazione elevata, che favorisce la maturazione dell’uva, limitando le malattie della vite. Apprezziamo il Malbec di questa terra per l’estrema versatilità, che in gioventù ci consegna un rosso fresco e beverino, che si trasforma completamente, con l’evoluzione in legno, in un rosso complesso e generoso. I vigneti più a sud del mondo sono in Patagonia, una terra di ghiacciai estesa migliaia di chilometri, dove il Pinot Noir, il Merlot, il Sémillon e il Malbec si esprimono con buona freschezza ed eleganza assolute.

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