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C’è sempre una buona ragione per bere un Chianti, tra i rossi più famosi al mondo. Questa icona della Toscana riesce a esprimersi in maniera diversa a seconda della sua denominazione. Il più antico è il Chianti Classico Docg, riconoscibile in etichetta dal marchio Gallo Nero, prodotto in una zona compresa tra Siena e Firenze. Questo rosso vanta più di un record, a partire proprio dai nove comuni di produzione (S. Casciano in Val di Pesa, Tavernelle Val di Pesa, Greve in Chianti, Barberino Val d'Elsa, Poggibonsi, Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti e Castelnuovo Berardenga), istituiti nel 1716 dal Granduca di Toscana Cosimo III, che ha di fatto creato la prima Docg ante litteram della storia. In ognuno dei territori il Sangiovese modifica molto le caratteristiche del vino, passando da note più delicate ed eleganti nella zona di Firenze, a quelle più potenti vicino a Siena. Vengono proprio da quest’ultima provincia le due dritte di oggi, il Chianti Classico Brolio Bettino del Barone Ricasoli, novità assoluta del nostro catalogo, e il Chianti Classico Riserva Ser Lapo del Castello di Fonterutoli, entrambi premiati da Robert Parker con 92/100. Il Chianti Docg, invece, non solo ha una storia più recente, ma è prodotto in un’area molto più estesa della Toscana. Se il Chianti Classico in genere è più fine ed elegante, con maggiore potenzialità di evoluzione, il Chianti ha un’ottima bevibilità a tutto pasto. C’è poi il Chianti Colli Senesi Docg che viene prodotto in quindici comuni della provincia di Siena, da San Gimignano a Montalcino. Anche in questo caso le caratteristiche dei vini sono condizionate sia dalle zone, che dallo stile di ciascuna cantina. In termini generali, tuttavia, si può dire che questa denominazione abbia una maggiore freschezza, rispetto ad altre versioni. L’universo dei Chianti è ancora ampio, continua a scoprirlo con noi.

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