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Sono rossi e bianchi di fuoco, vini vulcanici di nome e di fatto. La selezione di oggi vi porta in Sicilia, alle pendici dell’Etna, tra terre laviche nere come il carbone e verdi vigne color smeraldo, che danno vini incredibilmente riconoscibili. I vitigni autoctoni utilizzati hanno nomi caratteristici come nerello mascalese, nerello cappuccio, carricante, catarratto e minnella, che compongono gli uvaggi dell’Etna Doc, uno dei primi vini in Italia ad aver ottenuto la denominazione di origine controllata negli anni Sessanta. Si tratta di prodotti che hanno aromi molto particolari, che spesso ricordano la terra vulcanica da cui nascono, con profumi lievemente fumé e palato salmastro che rievoca il mare. Grandi bianchi che si abbinano splendidamente a complessi piatti di molluschi e pesce, come le seppie ripiene o il tonno in crosta di pistacchi, ma che per struttura possono accompagnare anche le preparazioni a base di carni bianche. I rossi, allo stesso modo, sono perfetti con i piatti strutturati, come gli arrosti ripieni e le carni rosse al sangue. Se quindi desiderate sperimentare la tipicità di questi vini, per iniziare il 2017 con qualche novità da mettere in cantina, non vi rimane che provare queste piccole chicche non facilmente reperibili.

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