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Martini Cocktail

Storia e ricetta del Martini Cocktail

Era l’aperitivo preferito dal presidente degli Stati Uniti Roosevelt, ne erano fan anche Humphrey Bogart, Liz Taylor e Richard Burton, e lo bevevano alcuni grandi della letteratura americana da Francis Scott Fitzgerald a Ernest Hemingway,
James Bond lo vuole “agitato, non mescolato” nella sua variante con vodka (il Vesper) nonostante la maggior parte dei bartender oggi sia pronto a smentirlo: niente shaker! Il Martini Cocktail è un long drink semplice ed elegante, perfetto come aperitivo e di gran lunga uno dei più citati: Umberto Eco diceva che “il Martini migliore è quello che ti fai da te… il momento magico è quello in cui lo si fa, non quello in cui lo si consuma”, Luis Bunuel lo inseriva in una delle battute de “Il fascino discreto della borghesia”, “Martini dry per tutti? Non c'è miglior tranquillante”.
Le sue origini invece rimangono avvolte dal mistero e si sa poco o nulla su chi l’abbia inventato. Secondo alcuni sarebbe un discendente del Manhattan Cocktail, un drink a base di whisky e vermut rosso, ideale come pre-dinner, altri ne attribuiscono la paternità allo storico barman Jerry Thomas, che nel 1870 avrebbe dato origine a una miscela a base di bitter, gin, maraschino e vermut dolce, guarnito con una fetta di limone e due gocce di sciroppo. Ma le congetture sono tra le più svariate e c’è anche chi è pronto a scommettere che il padre del Martini Cocktail sia il Martinez. A crearlo sarebbe stato Julio Richelieu in California, per la precisione a Martinez. Leggenda vuole che durante gli anni della corsa all’oro americana, intorno al 1850, questo barman di origini ispaniche avesse servito a un minatore un Martinez Special con 2/3 di gin, 1/3 di vermut, una spruzzata di bitter all’arancia su ghiaccio tritato e un’oliva. Con il tempo la “Z” di Martinez sarebbe scomparsa e intorno al 1874 sarebbe diventato il Martini Cocktail che conosciamo oggi.
Una terza ipotesi è che l’inventore sia stato il signor Martini, un barista italiano di Arma di Taggia emigrato in America, che nel 1910 al bar del Knickerbocker Hotel di New York preparò questo cocktail per il magnate John D. Rockefeller.
Per sapere come prepararlo e servirlo, scegliere gli ingredienti migliori e il bicchiere giusto per gustarlo, ti basterà seguire questo breve vademecum.

Ingredienti e dosi per preparare il Martini Cocktail

Dal gusto asciutto e raffinato, il Martini Cocktail è il re degli aperitivi. La gradazione alcolica intorno ai 29 gradi lo rende un drink per palati abituati a sapori forti, gli ingredienti principali sono il gin e il vermut; pur essendo snello e semplice da preparare è considerato il banco di prova di barman e appassionati. Dalla sua comparsa intorno alla fine del 1800 in America, infatti, ha subito un’evoluzione che lo ha portato a diventare sempre più secco prediligendo vermut meno dolci e in quantità maggiori rispetto al gin.

La ricetta originale per un Martini Cocktail perfetto anche in casa, prevede i seguenti ingredienti e dosi:

- 6 cl di gin (preferibile un London Dry dove dominano le note di ginepro)
- 1 cl di vermut dry o extra dry
- 1 scorza di limone o 1 oliva
- ghiaccio

Il primo passo è raffreddare con del ghiaccio la coppetta nel quale lo servirai, successivamente potrai versare vermouth e gin in un altro bicchiere precedentemente riempito con ghiaccio. A questo punto mescola per 30 secondi con un bar spoon facendolo scorrere lungo i bordi del contenitore e non in mezzo ai cubetti, togli il ghiaccio dalla coppetta e versa il cocktail filtrandolo. Alla fine per aromatizzarlo aggiungi un’oliva o strizza qualche goccia di scorza di limone. Tra le varianti più diffuse:

il Dry Martini con oliva verde al posto della scorza di limone
l’Espresso con vodka, sciroppo di zucchero, liquore al caffè e una tazzina di caffè
il French Martini a base vodka, liquore ai lamponi e succo fresco d’ananas
il Lemon Drop Martini, una versione più fresca del drink che miscela vodka al limone, Triple sec e succo di limone fresco.

Alcuni consigli per servirlo al meglio

Come servirlo al meglio? Ecco alcuni consigli su cosa fare o non fare.

Al contrario di quanto per decenni ha ripetuto 007, mai shakerare il Martini perché il ghiaccio si scioglierebbe abbassando il grado alcolico e annacquando il drink.
Non mettere le olive nel bicchiere. Meglio servirle a parte.
Scegliere un gin e un vermut di qualità è fondamentale.

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