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Il Brunello 2019 raccontato dai suoi protagonisti


Alla scoperta di un'annata da cinque stelle

vigneti brunello 2019

Il Brunello 2019

Alla scoperta di un'annata da cinque stelle

È con grande piacere che Tannico ti presenta la sua preziosa selezione di Brunello di Montalcino 2019.

La nuovissima annata, rilasciata sul mercato a partire da inizio 2024, si preannuncia come un vintage di perfetto equilibrio e di grande potenziale d’invecchiamento. Ne abbiamo parlato con sei cantine, che ci hanno raccontato la genesi delle loro creazioni.

Dicono di lui: il Brunello 2019 è sulla bocca di tutti

Sul limitare della Val d’Orcia, a nord-ovest del Monte Amiata, si estende la campagna di Montalcino intervallata da faggete, filari di cipressi, ulivi e, ovviamente, vigne. Nel comune si trovano 3.200 ettari di vigneto iscritti a Doc e Docg, di cui 2.100 a Brunello di Montalcino. Questa terra patrimonio Unesco nel 2019 ha prodotto un piccolo portento.

C’è chi lo compara all’inarrivabile 2016, e chi invece lo assimila piuttosto al succoso 2015. In ogni caso il Brunello di Montalcino 2019 ha riscosso un successo trasversale da parte di tutto il settore.

“Andiamo dal buono all’eccezionale. Una delle migliori annate che abbiamo assaggiato negli ultimi tempi” racconta Alessandro Torcoli, editore e direttore di Civiltà del Bere, all’edizione di fine novembre 2023 di Benvenuto Brunello. Proprio in questa occasione critici e giornalisti hanno avuto, come ogni anno, la possibilità di degustare in anteprima l’annata che sarebbe entrata in commercio solo pochi mesi più tardi. E che ora possiamo finalmente trovare anche su Tannico.

Il Consorzio del Brunello di Montalcino ha valutato l’annata con il massimo riconoscimento di 5 stelle, dopo 2 annate da 4 stelle. Gli enologi Lorenzo Landi, Alberto Antonini e Mirko Pioli, alle telecamere del Consorzio, hanno parlato con soddisfazione di un’annata particolarmente equilibrata e molto promettente per lo sviluppo nel tempo. Anche i vignaioli sono apparsi molto contenti, come ci hanno raccontato e come vedremo più sotto.

Per chi volesse dedicarsi a una lettura particolarmente interessante consigliamo l’articolo di Monica Larner sul Wine Advocate, in cui avanza la tesi di una Nouvelle Vague a Montalcino. Anche il palato dell’autrice è stato conquistato dalle diverse interpretazioni del Brunello 2019. Benché non abbia concesso nessun punteggio perfetto di 100, ha riconosciuto a 23 etichette punteggi oltre il 97, di cui due 99.

Nettamente impressionato dall’annata è stato Eric Guido, che nel suo articolo su Vinous ha scritto “Detto francamente, trovare un 2019 che non mostri notevole equilibrio, frutto vivido e freschezza è un compito difficile.” Ha concesso 22 punteggi oltre il 97, tra cui un 100.

Cambia il clima, cambia il Brunello

Nella zona di Montalcino l’impennata nel cambio climatico si è cominciata a vedere soprattutto dagli anni 2000, diventando ogni anno più evidente. Solo tre decadi fa i viticoltori facevano fatica a far raggiungere al Sangiovese il livello alcolico minimo e la maturazione ottimale. Oggi il problema è tenere a bada l’alcol entro i 15 gradi consentiti ed evitare la sovramaturazione.

Perfino il disciplinare che fino a pochi anni fa prevedeva come altitudine massima 600 metri slm, ora consente anche al Brunello nato fino a 650 metri di far parte della Docg. È significativo che quando questo limite è stato alzato, due colossi del vino italiano come Gaja e Antinori abbiano acquistato terreni a quelle altitudini.

Se un tempo l’obiettivo del vignaiolo era quello di massimizzare il potenziale delle uve, ora si opera più sul levare e su vinificazioni poco invasive. Questo ha cambiato lo stile del Brunello di Montalcino nel tempo, come ci si può aspettare, rendendolo meno monumentale e austero, e più accessibile ed elegante.

Da sapere: i punti importanti dell’andamento climatico nel 2019

Dopo un inverno mite, le piogge primaverili hanno permesso di creare importanti riserve idriche nel terreno. Le temperature più basse della media hanno ritardato il ciclo vegetativo di un paio di settimane, ma hanno permesso di tenere a bada la pressione dei parassati. Estate calda ma regolare, con picchi di 35 gradi che non sono durati a lungo. In settembre le temperature sono state miti, con grandi escursioni termiche e poche precipitazioni, permettendo la perfetta maturazione fenolica delle uve.

Nonostante i diradamenti effettuati da molti vignaioli, le rese sono state estremamente abbondanti. Le uve arrivate in cantina avevano la componente acida e quella polifenolica ben presenti e integrate dalla maturazione lenta e completa.

E ora la parola ai veri protagonisti del Brunello:

sei cantine ci dicono la loro sull’annata 2019

La Fornacina

In esclusiva dal 2021

Come Tannico, distribuiamo il suo Brunello e Rosso di Montalcino in esclusiva dal 2021 perché siamo affascinati dalla sua filosofia biologica della prima ora e dal suo taglio tradizionale che fa emergere il territorio.

Simone Biliorsi, vignaiolo che Slow Wine descrive “autoctono e autentico”, ci ha raccontato del suo Brunello di Montalcino 2019 in cui “Succulenza, piacevolezza, maturità dei tannini e una grande potenza sono le caratteristiche di un’annata certamente da ricordare.”

Quando gli abbiamo chiesto del potenziale d’invecchiamento del suo Brunello, ci ha detto che, se ben conservato, oltrepasserà i 30 anni.

Fornacina



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castiglion del bosco

Castiglion del Bosco

Benvenuta in Tannico

Cecilia Leoneschi, enologa della tenuta da più di 20 anni, racconta di un’annata 2019 che ha consegnato uve con maturazione ottimale e condizioni salutari perfette. Descrive così il Brunello e il cru di Brunello “Campo del Drago”:

“Il Brunello 2019 è una grande espressione di un’annata equilibrata. Il naso intenso gioca su sentori floreali ed erbe aromatiche. In bocca il tannino si presenta equilibrato e ben integrato, dando vita a un vino piacevole con gradevoli punte di freschezza.”

Castiglion del Bosco merita un benvenuto speciale perché è anche una new entry del catalogo di Tannico. Tenuta antichissima, è dalla metà del XX secolo che prende la forma che le conosciamo oggi. Nel 1967 fu tra i soci fondatori del Consorzio del Brunello di Montalcino.

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Castello Romitorio

Un'annata croccante

“Un'annata classica, né troppo calore come nel 2017, né troppa acqua come nel 2018, e dunque un’annata meno estrema. I vini hanno un’ottima concentrazione di tannini ma rimangono leggiadri ed estremamente croccanti. Il potenziale d’invecchiamento è ottimo, dovuto al rapporto fra tannino, antociani, alcol e acidità, e il vino si esprimerà ancora di più da 36 mesi dopo la sua uscita.”

Sono le parole di Filippo Chia, proprietario della tenuta.

Sia il Brunello di Montalcino che il Brunello di Montalcino “Filo di Seta” hanno ottenuto i 3 Bicchieri del Gambero Rosso, mentre il secondo ha conquistato ben 98 punti Wine Advocate.

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romitorio

Ugolforte

Tenuta San Giorgio

Brunello a 400 metri

“La 2019 ha dato vita a un Ugolforte più immediato, suadente e di lunga prospettiva. Ugolforte si presenta con un aroma ricco e intenso, in cui si alternano note fruttate e floreali con sentori di erbe officinali e richiami balsamici. Al gusto è pieno, con tannini presenti ma ben levigati accompagnati da una costante spina acida che lo completa nella sua ampia espressione.”

La Tenuta San Giorgio, fondata nel 1982, si trova tra le colline di Castelnuovo dell’Abate, posizionata sulla sommità di una dorsale a 400 metri slm, gode di una posizione privilegiata.

Ugolforte

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Poggio di Sotto

Vieni a degustarlo di persona

“Annata perfetta sia dal punto di vista climatico che produttivo. Come sempre la parcellizzazione della raccolta è stata maniacale, il che ci ha permesso di ottenere vini di sicura longevità, ancora molto giovani e freschi dopo il lungo affinamento in botte.”

Dopo essersi classificata al primo posto della “Top 100 Cellar Selections 2023” di Wine Enthusiast con il suo Brunello 2018, Poggio di Sotto presenta un’annata 2019 che ha già collezionato due punteggi d’eccezione, 96 punti Vinous e ben 98+ punti Wine Advocate.

A Poggio di Sotto abbiamo dedicato una serata speciale al Tannico Wine Bar di Milano, il 20 febbraio 2024 potrai degustare le nuove uscite e compararle alle annate precedenti. Dulcis in fundo: ci sarà anche il prezioso Brunello di Montalcino Riserva Docg 2018. Prenota subito il tuo posto.

Ciello Bianco



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Poggio di sotto

cupano

Cupano

Il Brunello moderno

Cupano ha sempre ricercato uno stile dai ricordi quasi borgognoni. Uno stile figlio di un’educazione alla viticoltura che vedeva ettari limitati, cura meticolosa delle viti, lieviti indigeni, affinamento sulle fecce fini in barrique bourguignonne, nessuna filtrazione, nessuna chiarifica.

Per Andrea Polidoro, enologo della cantina, l’andamento climatico è stato davvero favorevole lungo tutto l’anno. Pochi rischi di attacchi fungini e una vendemmia molto ricca, nonostante le rese limitate dai diradamenti sulle piante. Insomma l’ha definita “un’annata facile” dal punto di vista della vigna.

In quest'annata ha deciso di usare il 15% di legno nuovo, invece del 5-7% solito, nel suo Brunello di Montalcino. Creando un potenziale che si rivelerà nel tempo.

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Dopo aver raccolto le opinioni di giornalisti e critici e aver ascoltato dalle parole degli stessi vignaioli i commenti sull’annata 2019 a Montalcino, il sentimento che ci rimane è uno solo: curiosità di continuare le degustazioni e ripeterle nel tempo, seguendo con trepidazione l'evoluzione del Brunello 2019.