{"title":"Custoza","description":"\u003cdiv style=\"color:#000000;max-width:860px;margin:0 auto;line-height:1.75;font-size:16px;\"\u003e\n\n  \u003cp style=\"margin:0 0 28px;padding:20px 24px;border-left:4px solid #CC9535;background:#fffdf7;\"\u003e\n    Il Custoza DOC esiste dal 1971, tra le prime denominazioni per vini bianchi in Italia. Le vigne crescono sulle colline moreniche tra Verona e il Lago di Garda, suolo lasciato dai ghiacciai quaternari: ciottoli, argille calcaree e sabbie in proporzioni variabili collinare per collina. Quel terroir morenico dà al Custoza una mineralità precisa e una freschezza che il Garda amplifica con la sua influenza climatica. È un vino da bere fresco, da aperitivo o con il pesce, senza pretese intellettuali ma con un carattere genuino che vale la sua reputazione locale.\n  \u003c\/p\u003e\n\n  \u003ch2 style=\"font-size:20px;font-weight:700;color:#001b67;margin:36px 0 12px;border-bottom:2px solid #CC9535;padding-bottom:8px;\"\u003e\n    Perché il Custoza è diverso dal Soave e dal Lugana\n  \u003c\/h2\u003e\n  \u003cp style=\"margin:0 0 16px;\"\u003e\n    Il bianco veronese più famoso è il \u003ca href=\"\/collections\/bianchi-soave\" style=\"color:#001b67;text-decoration:underline;\"\u003eSoave\u003c\/a\u003e, ma il Custoza ha un profilo diverso. Il Soave è quasi sempre da Garganega in purezza, su suoli vulcanici basaltici dei Colli Euganei: più floreale e austero. Il Custoza usa invece un assemblaggio di vitigni: Garganega, Trebbianello (un biotipo locale del Trebbiano), Bianca Fernanda (clone locale del Cortese) e una quota di varietà minori come Malvasia e Riesling Italico. Quella combinazione dà un vino più aromatico e immediatamente piacevole del Soave giovane, meno austero. Il Lugana, sul versante bresciano del Garda, è invece da Turbiana e ha più struttura e longevità. Il Custoza è nel mezzo: più facile del Lugana, più caratterizzato del Soave base. La DOC copre i comuni di Sommacampagna, Villafranca, Valeggio sul Mincio, Peschiera e altri intorno al Lago. Monte del Frà è il produttore che più ha portato il Custoza fuori dai confini regionali, con versioni che hanno ottenuto riconoscimenti nelle guide nazionali.\n  \u003c\/p\u003e\n\n  \u003ch2 style=\"font-size:20px;font-weight:700;color:#001b67;margin:36px 0 12px;border-bottom:2px solid #CC9535;padding-bottom:8px;\"\u003e\n    Con cosa abbinarlo e quando berlo\n  \u003c\/h2\u003e\n  \u003cp style=\"margin:0 0 0;\"\u003e\n    Il Custoza si beve fresco, 10-12°C, entro 2-3 anni dall'annata. È il bianco da aperitivo per eccellenza della zona: antipasti di pesce, fritture miste, pesci di lago come coregone e lavarello, spaghetti alle vongole, risotto al pesce di lago. Va bene anche con carni bianche leggere, verdure grigliate e formaggi freschi. Non è un vino da cantina: va aperto giovane per godere della sua freschezza floreale e della leggera nota amarognola finale che è la firma della Garganega. Il formato Rosso di Custoza esiste ma è una produzione minima; la denominazione è quasi interamente bianca.\n  \u003c\/p\u003e\n\n\u003c\/div\u003e\n","products":[],"url":"https:\/\/www.tannico.it\/collections\/custoza.oembed","provider":"Tannico","version":"1.0","type":"link"}