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Paolo Petrilli

Cacc'e Mmitte di Lucera DOC "Motta del Lupo" 2020 - Paolo Petrilli (6 bottiglie)

54,60 €

Esaurito

La foto è solo rappresentativa: il colore dell’imballo potrebbe essere diverso
e le bottiglie inserite all’interno di cartoni misti con altri prodotti acquistati.

  • Denominazione: Cacc'e Mmitte di Lucera DOC

  • Vitigni: nero di troia, sangiovese, montepulciano, bombino bianco

  • Alcol: 12%

  • Formato: 0.75l

  • Allergeni: Solfiti

  • Consumo ideale: 2022/2024

  • Temperatura di servizio: 16/18 °C

  • Momento per degustarlo: Pranzo in famiglia

  • Giudizio di Tannico: 80pt

  • Tipologia: Bundle, Rosso

  • Abbinamenti: Secondi di terra

Note di degustazione

Colore rosso rubino. Al naso dominano i sentori fruttati di prugna e ciliegia, seguono poi note di viola e basilico oltre a un ricordo di cannella e chiodi di garofano. Al palato è morbido, equilibrato e meravigliosamente rinfrescante.

Abbinamenti

Ottimo in abbinamento a pasta al forno con ragù di carne e interiora di pollo, si sposa bene anche con arrosti di carni bianche e zuppe di legumi.

cantina

"A 300 metri di altitudine, sul poggio dell’azienda lievemente in pendenza, con orientamento nord-sud sono state impiantate esclusivamente varietà autoctone di nero di troia, bombino, sangiovese e... vai alla scheda della cantina

Cacc'e Mmitte di Lucera DOC "Motta del Lupo" 2020 - Paolo Petrilli (6 bottiglie): Perché ci piace

Il Cacc'e Mmitte di Lucera DOC "Motta del Lupo" di Paolo Petrilli è sicuramente uno di quei vini che, una volta conosciuti, non si dimenticano e, in questo caso, la difficile pronuncia del nome, si va ad aggiungere a delle peculiarità memorabili. Il nome di questa DOC, stravolto, negli utlimi anni, nell'accezione storico-etimologica, attribuendo alla locuzione “Cacc'e mmitte” il significato di svuotare e riempire rapidamente il bicchiere, si deve in realtà all'usanza, da parte dei proprietari di palmenti, di affittare locali e attrezzature per la lavorazione vino; ovviamente più utilizzatori noleggiavano le strutture, più il proprietario percepiva guadagni, da qui la fretta nello svuotare “cacc” e nel riempire “mmitte” i palmenti, in pratica l’affittuario toglieva il mosto appena prodotto e lo trasferiva nella sua cantina per rendere subito disponibile la struttura per un nuovo utente. Questo vino, ottenuto da vitigni allevati su terreni ricchi di scheletro e molto drenanti, con un clima caldo e mediterraneo, costantemente mitigato dalle dolci brezze del vicino mar Adriatico, esprime al naso tutti gli aromi più intensi e variegati del nero di troia, del sangiovese, del montepulciano e del bombino bianco. La sua inaspettata freschezza, richiama poi all'assaggio più e più volte.

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