Vini Spagnoli


Con la più grande superficie viticola al mondo, la Spagna si contraddistingue anche per avere uno dei vigneti più “montani”: dopo la Svizzera e l’Austria, infatti, si trovano qui i pendii vitati più ripidi e alti d’Europa.

La viticoltura in Spagna risale al periodo dei Greci, nel VIII secolo, ma furono i Romani a industrializzare la viticoltura nelle varie province spagnole.
Seppur il vigneto sia il più esteso, ben 1,17 milioni di ettari, la Spagna è lontana dall’essere un produttore di vini di massa: qui le rese per ettaro sono tra le più basse del continente. In Spagna, la commercializzazione di vino è affidata soprattutto alle “bodegas”, sono pochi infatti i viticoltori che commercializzano i propri vini. Le bodegas, che possiedono poche vigne proprie, raccolgono le uve da altri viticoltori, occupandosi della fase di affinamento e imbottigliamento.

La Spagna è anche caratterizzata da un’estrema varietà di vitigni, circa 600. Tuttavia il 75% della superficie vitata è dedicata ai 15 vitigni prettamente spagnoli. Il vitigno più diffuso è la garnacha tinta, ma il più nobile è considerato il tempranillo, uva da cui si ricavano i vini rossi più prestigiosi del paese. Tra i vitigni spagnoli a bacca bianca, i più importanti sono albariño e verdejo.

Oggi la classificazione dei vini spagnoli include sei categorie. Alla base della piramide si trovano Vino de Finca, Vino de la Tierra e Vino de Calidad de Indicación Geográfica (I.G.). Nella parte superiore invece ci sono le D.O., o Denominación de Origen e le D.O.Ca., o Denominación de Origen Calificada. Le D.O.Ca. spagnole sono solo due: Rioja e Priorat. All’apice della piramide si trova invece il Vino de Pago, vini provenienti da un’unica vigna, denominazione riservata esclusivamente a 5 bodegas.

A seconda dell’invecchiamento, i vini spagnoli si suddividono in “Joven”, vini con meno di un anno di affinamento, “Crianza”, per i rossi con più di 2 anni di invecchiamento, di cui almeno uno in botte, mentre per i bianchi, almeno 6 mesi; “Reserva” e “Grand Reserva”, per i rossi invecchiati almeno 3 e 5 anni, di cui almeno uno in botte, mentre per i bianchi, 2 e 4 anni, di cui 6 mesi di botte. Infine “Doble Pasta”, per i rossi da macerazione con una quantità doppia di bucce.

La Spagna, con il suo grande vigneto, è caratterizzata da una pluralità di denominazione, piccole o più ampie, sparse in tutte le regioni del paese.
Due delle più importanti denominazioni si trovano nella regione della Catalogna: Penedès, culla del Cava - lo spumante metodo classico della Spagna, da uve xarel-lo, macabeo, parellada, e Priorato, dove nascono grandi vini rossi da garnacha. Il più grande interprete di questo territorio è Alvaro Palacios.
Sempre in Catalogna troviamo l’altra zona dei grandi vini rossi, la Rioja, dove si coltiva il tempranillo e si distingue in Rioja Alta, dimora delle botegas più antiche, Rioja Alaversa, dove troviamo i piccoli produttori, e Rioja Boja, che è la parte più ampia.
La regione di Castiglia-Léon include la denominazione Ribera del Duero, anch’essa terra di grandi rossi da uve tempranillo. Qui i terreni di matrice sabbiosa danno origine talvolta a vini immortali, come quelli di Pingus, Vega Sicilia e Tinto Pesquera.

In Andalusia c’è un’altra zona di grande prestigio, Jerez-Sanlúcar de Barrameda e in particolare la città di Jerez de la Frontera, dove nasce lo Sherry, famoso vino liquoroso prodotto da uve palomino de Jerez, pedro ximénez e moscadel.
Questo particolare vino proviene da uve fatte appassire leggermente. Dopo la fermentazione in acciaio, il vino viene posto in “botas” di rovere americano, parzialmente scolme, al fine di favorire lo sviluppo dei lieviti filmogeni nell’aria. Ciò porta alla formazione del cosiddetto “velo de flor”, un mantello in superficie che protegge il vino da fenomeni ossidativi. L’invecchiamento del vino avviene col il noto “metodo soleras”: le botti, contenenti vino di diverse annate, sono disposte in verticale. Si esegua così il travaso di parte del vino dalla botte superiore alle altre sottostanti. Il vino pronto per l’imbottigliamento viene spillato dalle botti poste sul pavimento. Nasce così un vino liquoroso ricco di aromi e profumi pregiati e unici.

Oltre alle principali zone di maggior prestigio, le altre denominazioni dislocate in tutto il paese, sono destinate alla produzione di ottimi vini bianchi e rossi, oltre che di liquorosi.