Vini Portoghesi


Il Portogallo, nazione di grandi esploratori, si contraddistingue dal punto di vista vitivinicolo per la sua grande varietà di vitigni, la proporzione di vigne vecchie e il grande legame tra il contadino e la terra.

La viticoltura nella nazione è stata introdotta dai Greci e sviluppata fortemente dai Romani. Il periodo florido per la coltura della vite in questo paese risale tuttavia all’800, quando fu avviato un lavoro di analisi e di sperimentazioni sui vitigni e sui suoli del territorio. Il Portogallo, inoltre, è il primo paese europeo ad avere delimitato e definito le zone vitivinicole interne, assieme ad una classificazione delle stesse, sin a partire dal 1756.

Oggi le zone vinicole sono ben 29, a cui corrispondono altrettante appellazioni. Molti vini portoghesi sono ottenuti da un assemblaggio di uve autoctone, che qui addirittura arrivano a 250-300 varietà diverse, tra cui alvarinho, la più importante, arinto, azal, verdelho tra i bianchi, e alicante, baga, tinta barroca, touriga franca e touriga nacional tra i rossi.

L’appellazione “vinho regional” corrisponde ai vini che possono essere prodotti in tutto il paese ed è suddivisa tra le 9 regioni: Minho, Transmontano, Duriense, Beiras, Estremadura, Ribatejano, Alentejano, Terras do Sado e Algarve.

La regione del Minho, all’estremo nord-ovest del Portogallo, è famosa per la produzione del “vinho verde”, tipologia rara introvabile al di fuori del paese. Estesa 35 mila ettari, è la seconda DOC più grande del paese. Il Vinho Verde viene prodotto in versione bianca da uve alvarinho, mentre in versione rossa dà vita a vini leggeri e acidi, fatti per essere bevuti freschi in estate.

Sempre a nord si trova la valle del Douro, famosa nel mondo per il vino liquoroso Porto, o “vinho do porto”. Si produce a nord della città di Oporto, dove le forti escursioni termiche danno una forte concentrazione zuccherina alle uve, lasciando inalterato il patrimonio acido.
Il Porto si ottiene da ben 50 uve autoctone rosse e bianche, tra cui bastardo, touriga nacional, touriga francese, tinta barroca, tinta roriz, tinta cao, tinta amerela e souzao. La maturazione del vino viene effettuata in una località vicina, Vila Nova de Gaja, e determina tipologie di Porto con profili organolettici diversi.
Il Ruby si ottiene da un blend di uve e segue un affinamento di un anno in botte, mentre il Fine Old Ruby invecchia 4 anni. Il Tawny deriva da una selezione di uve, il Fine Old Tawny affina per oltre 20 anni in botte. Il Vintage si ottiene da uve di una stessa vendemmia, solo in grandi annate, per un invecchiamento ridotto a 2 anni in botte e un lungo affinamento in bottiglia, per 20-30 anni. Il Late Bottled Vintage affina per un tempo maggiore, 4-6 anni, mentre il Vintage Character invecchia solamente per un anno. Esiste infine la tipologia Porto Bianco, che segue un affinamento di 18 mesi in acciaio, per dar vita a un vino liquoroso più giovane e semplice.

Proseguendo verso il basso si trovano le appellazioni Bairrada e Dão. Nei dintorni di Lisbona si trovano tante piccole denominazioni, mentre l’appellazione all’estremo sud è quella dell’Algarve.

Sull’arcipelago di Madeira si produce l’omonimo vino liquoroso, ottenuto da uve i cui vigneti poggiano su terreni vulcanici posti verso il mare. I vitigni utilizzati sono malvasia, qui soprannominata malmsey, bual, verdelho o sercial, che danno vita a Madeira con caratteristiche gusto-olfattive molto diverse.
Il Sercial è un Madeira secco, ideale da aperitivo, il Verdelho è più strutturato, più adatto per il dopo cena, mentre il Bual è più dolce e affumicato, ideale sui desserts. Il Malmsey invece è il più scuro e complesso di tutti.
La particolarità nella produzione del Madeira è il cosiddetto processo “Estufagem”: mediante l’utilizzo di stufe, o “estufas”, il mosto viene sottoposto a oscillazioni termiche per circa 3-4 mesi a 40-50 °C. Questa pratica comporta un’accelerazione nella maturazione del vino; inoltre il contatto con l'aria provoca un processo di ossidazione. L’invecchiamento del Madeira avviene in botti di legno, dai tre anni fino a superare i 20.