Vini Australiani


Paese in continua espansione in campo vitivinicolo, l’Australia ha oggi il pregio di avere tanti giovani viticoltori appassionati che stanno portando la viticoltura australiana a livelli sempre più alti.

La viticoltura in Australia è stata introdotta dai pionieri britannici, arrivati nel paese agli inizi dell’800. Le prime vigne furono impiantate nella parte ovest nel 1829. A Victoria, a sud-est, invece i vigneti si espandero nel 1850, mentre a sud furono gli emigranti luterani a giocare un ruolo determinante nella diffusione della vite.

Le condizioni climatiche dell’Australia sono molto variegate, passando da un clima secco a un clima umido, tuttavia la maggior parte delle regioni soffre un clima caldo, talvolta torrido. Il caldo, spesso insopportabile, influenza molto l’agricoltura e lo stile dei vini.
Per questo motivo, i produttori australiani si sono recentemente spostati verso terreni più freschi, al fine di ottenere vini più eleganti e strutturati. Victoria, Tasmania, la parte sud dell’Australia occidentale e l’Australia meridionale stanno quindi guadagnando sempre più attenzioni e importanza.

Dei 2000 produttori totali presenti sul territorio, due coprono ben l’80% della produzione dei vini australiani. Il vitigno più diffuso e più importante è senza dubbio la syrah, che qui viene denominato shiraz: con più di 41 mila ettari dedicati, è questa l’uva che riesce ad adattarsi meglio ed esprimere il massimo potenziale del territorio australiano. Non mancano altri vitigni, quali cabernet sauvignon, merlot, pinot nero e grenache. Tra i vitigni a bacca bianca, sono presenti sultana, chardonnay, sémillon, riesling e moscato.

La prima zona vitivinicola del paese è la parte ovest, il New South Wales: la viticoltura australiana iniziò nella Hunter Valley, che rappresenta ancora la parte più importante e, con i suoi 4 mila ettari circa e 154 produttori, produce Shiraz da lungo invecchiamento. Il Queensland, più a nord, è focalizzato sulla coltivazione del sémillon e syrah nella parte del Granite Belt.

L’Australia Meridionale è l’unica regione dove la fillossera non è riuscita ad attaccare le piante. Include 12 zone, tra cui Clare Valley, terra di riesling, Barossa Valley, Adelaide Hills e Coonawarra, nota per i rossi pregiati da cabernet sauvignon e shiraz, tutte vigne ultra centenarie.
Victoria è di gran lunga la zona di maggior pregio dell’intero paese: è qui che la regione Yarra Valley regala dei Pinot Nero ritenuti comparabile ai magnifici rossi della Borgogna, nonché degli ottimi Riesling.

L’Australia Occidentale include sei zone e sta diventando sempre più il punto di riferimento della viticoltura di qualità, dove i Cabernet Sauvignon e i Merlot a Margaret River acquistano l’eleganza caratteristica dei rossi francesi. Si trovano qui anche bianchi raffinati da sauvignon blanc, sémillon e chardonnay.
La Tasmania, a sud del continente, ha una superficie vitata di 1.250 ettari, suddivisa tra 88 cantine situate in due zone, Launceston e Hobart. Il clima freddo qui favorisce la produzione di vini spumanti da chardonnay e pinot nero. Non meno importanti sono i vini bianchi fermi da riesling, traminer e pinot grigio e i rossi di qualità.

Il produttore simbolo dell’intera paese è sicuramente Max Schubert con la sua cantina Penfolds, che è riuscito a creare un vino immortale da uve shiraz: Grange o, come veniva nominato in passato, Grange Hermitage, la più alta espressione di questo vitigno in Australia. Altri produttori che hanno fatto la storia della viticoltura del paese, tutti di origine tedesca, sono Cyril Henschke con il suo Hill of Grace, che lavora egregiamente il vitigno shiraz, Wolf Blass, che esprime il massimo potenziale negli assemblaggi e affinamenti in legno, e Peter Lehmann, grande interprete di vini rossi della Barossa.