Vini Argentini


L’Argentina rappresenta probabilmente il paese vitivinicolo più rilevante dell’America del Sud, una realtà in continua espansione, oggi famosa per i suoi rossi di carattere.

La vite in Argentina è arrivata con i primi coloni spagnoli nel 1541: furono quest’ultimi il fondamento dell’attuale viticoltura argentina, poiché costruirono da subito dighe e canali d’irrigazione, indispensabili per la coltivazione della vite, a causa del clima molto caldo e secco.

Le dieci regioni vitivinicole dell’Argentina sono concentrate sulla parte occidentale, all’interno, tra la valle di Cafayate al nord e la Patagonia al sud. Il vitigno più importante del paese è il malbec, mentre il più diffuso è la bonarda, seguito da criola e cereza. Sono stati introdotti anche i vitigni internazionali, quali cabernet sauvignon, syrah e merlot. Il vitigno a bacca bianca più rappresentativo è il torrontés, seguito dal moscato. Esistono anche grandi quantità di pedro ximénez e moscato d’Alessandria. Si può affermare tuttavia che lo chardonnay rappresenti il vitigno più promettente dal punto di vista qualitativo.

Il cuore della viticoltura argentina è senza dubbio Mendoza: con i suoi 144 mila ettari distesi su 5 distretti, rappresenta la regione più importante nonché la più estesa. La regione si suddivide in tre zone: Mendoza Nord, Mendoza Est e Mendoza Sud. E’ questo il regno del malbec, ma anche del cabernet sauvignon per i rossi, così come di chardonnay e sémillon per i bianchi.

San Juan, situata a nord di Mendoza, è la seconda zona più importante del paese, con 35,6 mila ettari vitati: qui il clima caldo dà origine a buoni vini da tavola robusti e potenti. La Rioja, ancora più a nord, è la terza zona più rilevante dell’Argentina e con i suoi 7 mila ettari rappresenta la zona viticola più antica del paese.

Le altre regioni argentine hanno una superficie vitata più ristretta, tuttavia alcune di esse vantano una produzione di elevata qualità. Tra queste ci sono Salta, rinomata per i vini bianchi elaborati dalle uve torronés, Cafayate, 1.500 ettari di vigneti che danno origine prevalentemente a notevoli vini bianchi da uve torrontés e grandi rossi da cabernet sauvignon, tannat e malbec, e Río Negro che, con i suoi 2.200 ettari, rappresenta solo il 3% della produzione vinicola argentina, producendo rossi e bianchi da vitigni internazionali. A Cafayate si trova inoltre uno dei domaine più elevati al mondo: Donald Hess’ Colomé, le cui vigne sono situate tra i 2.400 e i 3.000 metri di altitudine.